

Sindacati contro il "silenzio" del colosso delle telecomunicazioni e del Ministero del Lavoro
Si fermano i servizi di ristorazione e catering, chiudono anche i bar e le mense delle sedi Telecom in tutta Italia. Otto quelle di Roma. Così i 175 dipendenti della società che nel settembre scorso ha disdetto il contratto con il colosso delle telecomunicazioni, la Authentica spa, sono sottoposti a licenziamento. La procedura è stata aperta alla fine dell’anno e nella Capitale sono 94 le persone che da lunedì prossimo (22 gennaio 2024) resteranno senza lavoro.
La ditta in appalto che attualmente svolge il servizio bar e mensa ha comunicato a Telecom, il recesso del contratto. Nonostante le ripetute richieste delle OO.SS delle scorse settimane, a tutt’oggi Telecom non ha ancora comunicato le proprie intenzioni sulla prosecuzione o affidamento, ad altra azienda, del servizio.
LA DENUNCIA DEI SINDACATI:
“Stigmatizziamo – fanno sapere da Fesica Confsal, Ugl, Clas, Usb e Cub – l’inverosimile comportamento di una delle più grandi aziende italiane che in modo consapevole mette a rischio 175 posti di lavoro, con l’inspiegabile aggravante di rifiutare perfino la normale dialettica che soprattutto in questi casi è riservata alle parti sociali”. “A malincuore – continuano Fesica Confsal, Ugl, Clas, Usb e Cub – prendiamo atto e segnaliamo anche l’atteggiamento inaspettato e poco istituzionale del Ministero del Lavoro che, pur essendo stato sollecitato diverse volte ad aprire un tavolo di confronto sull’emergenza, ad oggi non ha dato alcun riscontro neanche a seguito dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo da parte della società uscente”.
LA RICHIESTA:
Di fronte a così tante famiglie coinvolte nel licenziamento, ormai imminente, i sindacati chiedono con urgenza l’apertura di un tavolo di confronto in sede Ministeriale alla presenza di Telecom: “Hanno il dovere morale di assumersi le proprie responsabilità di fronte al personale che, sempre a causa delle scelte di Telecom, hanno vissuto negli ultimi quattro anni il calvario della cassa integrazione e della riduzione della retribuzione”, concludono Fesica Confsal, Ugl, Clas, Usb e Cub”.
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