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Sulla rimozione dall’incarico del geometra Miglio

Verdi: "coloro che oggi si indignano sono gli stessi che ieri ne avevano ridimensionato i poteri!"

La vicenda della improvvisa rimozione del geometra Massimo Miglio, da anni a capo della task force contro gli abusi edilizi a Roma, sta suscitando indignazione e prese di posizione, soprattutto nel centro-sinistra, mentre gli ambientalisti temono che il provvedimento possa spalancare la strada ad una nuova stagione di illegalità diffusa.

In realtà la posizione del geom. Miglio era da tempo ridimensionata, da quando cioè l’allora sindaco Veltroni, subentrato nel suo primo mandato a Rutelli, decise di sciogliere l’Ufficio Abusivismo Edilizio e porre Miglio sotto il diretto controllo del suo Gabinetto, istituendo l’Ufficio Decoro Urbano.

Con quel gesto pretestuoso (dotare la lotta all’abusivismo di strumenti e poteri snelli ed efficaci), iniziava viceversa la fase di "normalizzazione" delle competenze del geom. Miglio.

Prova ne è che, fino a quando Miglio fu a capo dell’Ufficio Abusivismo Edilizio, si adoperò in numerose occasioni per perseguire con severità ed efficacia il fenomeno di "Antenna Selvaggia", che cominciava a prosperare per il diffondersi massiccio di nuove tecnologie nel settore della telefonia mobile.

Ricordo, infatti, che quello fu un periodo di stretta collaborazione con Miglio ed io, che ricoprivo la carica di consigliere municipale, mi avvalsi in più occasioni della sua professionalità, per ottenere provvedimenti di demolizione di antenne e ripetitori, abusivamente installati a causa delle incaute e superficiali autorizzazioni rilasciate dal Comune.

E quando Veltroni, con un inconsistente quanto sconcertante pretesto burocratico (carenza di requisiti!), decise di retrocederlo per poi assegnarlo ad un ufficio di sua stretta collaborazione, tutti ci accorgemmo che le cose erano cambiate e che la incontenibile disponibilità dimostrata fino allora da Miglio, improvvisamente era venuta meno, anche e soprattutto nella lotta al crescente fenomeno di "Antenna Selvaggia".

Allora mi adoperai (ero capogruppo nel XV Municipio) per presentare e far approvare nel consiglio municipale una mozione che esprimeva solidarietà all’opera di Miglio e ne chiedeva la pronta reintegrazione nel ruolo e con poteri di piena autonomia e determinazione.

Fui, penso, l’unico amministratore di tutti e 19 i municipi romani che si cimentò in quel gesto, che considerai un atto dovuto verso chi aveva perseguito con infaticabile tenacia la nobile causa della legalità.

Se oggi il deprecabile fenomeno di Antenna Selvaggia prospera indisturbato in questa città, che ha acquisito ad honorem il triste primato di Capitale europea per numero di antenne (circa 3000) e si avvia a ricevere il titolo di più vasta discarica elettromagnetica d’europa, lo si deve anche e soprattutto all’opera di demolizione degli strumenti di contrasto alla illegalità, operata dagli amministatori pubbici che erano forza di governo allora.

Gli stessi che oggi si indignano e annunciano proteste e manifestazioni per contestare una scelta che, in fondo, anticipa di poco la scadenza naturale del mandato del geom. Miglio (31.12.08).

Sono proprio costoro che, invece, dovrebbero cospargersi il capo di cenere ed assumersi quelle responsabilità politiche ed istituzionali, che hanno indegnamente declinato quando ve ne era effettivo bisogno.

Giuseppe Teodoro
Portavoce dei Verdi in XV municipio

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