

Negli ultimi 5 anni in Italia 30.000 sono le vittime tra guidatori, passeggeri e pedoni e ben un milione e mezzo i feriti
1- Incidente mortale del 30 aprile 2008 sulla via Ardeatina al Km. 17, tra una autovettura ed un TIR. (Foto Pietro Bertea-GMT)
Pubblichiamo il testo completo della lettera inviata il 1 maggio dal Presidente dell’associazione Diritti dei Pedoni già ricevuta dal presidente del Senato Schifani e della Camera Fini, con
l’obiettivo di intervenire a rompere il silenzio sui morti e feriti per incidenti stradali: una immensa carneficina molto più tragica di quella di una guerra.
"Abbiamo comunicato loro – dichiara il presidente Vito De Russis – che non accettiamo la strumentalizzazione del termine sicurezza riferito esclusivamente all’ordine pubblico, alla lotta alla criminalità, a certa pulizia etnica".
Signor Presidente,
in questo giorno di alto valore umano, civile e sociale per le Lavoratrici ed i Lavoratori del mondo Le esprimiamo la nostra soddisfazione e la nostra gioia per la Sua elezione a Presidente della Camera dei Deputati.
Siamo convinti che la Costituzione della Repubblica Italiana, che proprio in questo anno ha compiuto 60 anni di vita, nei prossimi anni sarà protetta ed applicata.
Tali sentimenti esprimemmo il 1° maggio del 2006 al Suo predecessore richiamando, tra l’altro, la Sua attenzione sulla nostra attesa di “una inversione di rotta nella difesa del rispetto della dignità della persona e della vita umana operando intensamente sulla sicurezza stradale (e per una rapida ed efficace riduzione delle vittime per incidenti stradali che attualmente, come Lei sa, colpisce pesantemente i pedoni) e sulla sicurezza sui posti di lavoro”. Dobbiamo convenire che è stato iniziato il cammino per la sicurezza sul lavoro ma non quello per la vera Sicurezza, con la S maiuscola: la "Sicurezza stradale".
Nelle ultime elezioni è stata monopolizzata la promessa della "sicurezza" orientando-alimentando la percezione della violenza con la cronaca nera. Così, la “sicurezza”, ha assunto il significato-carattere (strumentale) di "ordine pubblico; repressione; dimostrami come campi; delinquenza; galera; espulsioni; ronde anti-crimine; più polizia e carabinieri; caccia all’immigrato; a morte;…….".
La scrivente Associazione per i diritti dei pedoni, nella fase elettorale, ha cercato di rappresentare ai candidati l’esigenza di ROMPERE il Silenzio sulle stragi per incidenti stradali ricordando loro che in 5 anni di guerra in Iraq (2003 – 2008) gli USA hanno registrato 4.000 (quattromila) soldati uccisi. In Italia, in quegli stessi 5 anni di pace, gli italiani hanno coperto di disumano ed incivile silenzio circa 30.000 (TRENTAMILA) persone assassinate negli incidenti stradali; oltre 1.550.000 (UNMILIONECINQUECENTOCINQUANTAMILA) persone ferite negli stessi incidenti; un costo sociale presunto di circa 153.000 milioni di euro (pari a 10 finanziarie di lacrime e sangue).
Non solo. Non è stato fatto percepire agli italiani il tragico fenomeno degli assassini silenziosi perpetrati dagli inquinamenti dell’aria (smog), dei rumori, ecc.. Sostiene la OMS che nel 2005, solo in 13 città italiane con popolazione superiore a 200.000 abitanti le persone morte a causa del Pm10 sono state 8.820. Li moltiplichiamo per 5?
Quante persone (specie bambini) si ammalano, in Italia, a causa dell’inquinamento?
A fronte della “sicurezza elettorale" (fondata sulle emozioni della cronaca nera e dell’ordine pubblico) abbiamo proposto a tutti (inutilmente) la “sicurezza sui Valori”: Valore della vita; Valore del rispetto della dignità della persona; Valore del rispetto dell’art. 3 della Costituzione. Abbiamo chiesto (inutilmente) se è moralmente accettabile il trattamento riservato alla persona uccisa a Tor di Quinto (Roma) a fronte del persistente ignorare le centinaia di persone assassinate sulle strade di Roma per incidenti stradali (ricordando che il 30% di queste persone sono pedoni).
Se Lei, Signor Presidente, romperà questo silenzio iniziando col proporre il lutto cittadino per ogni persona uccisa sulla strada, sarà, poi, merito di tutti se, tutti insieme, parteciperemo ad applicare con rigore ed impegno la vigente normativa del codice della strada e dei regolamenti comunali; a riconquistare l’efficacia e l’efficienza dei diritti universali e fondamentali: diritto alla salute, al lavoro, alla scuola, alla casa, alla mobilità sostenibile, alla informazione e conseguente comunicazione, alla uguaglianza, alla partecipazione, alla pace; a dare una risposta positiva alla direttiva della UE che sancisce la riduzione, entro il 2010, del 50 % del numero dei morti per incidenti stradali del 2001.
Signor Presidente,
siamo convinti che ha assunto un importante e gravoso impegno e che ascolterà il grido di angoscia delle persone che non sono libere dalla paura, che non sono libere di muoversi e che vedono calpestato il rispetto del loro diritto alla dignità della persona; per tutto questo, Le giunga l’augurio sincero di buon lavoro dall’Associazione Diritti dei Pedoni di Roma e del Lazio.
Il Presidente
(Vito Nicola De Russis)
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