

L’operazione rientra nelle attività di controllo avviate dai caschi bianchi per la tutela del patrimonio pubblico e il contrasto alle occupazioni abusive
Un controllo di routine per contrastare le occupazioni abusive si è trasformato in un’operazione ben più delicata. È accaduto in via dell’Archeologia, cuore di Tor Bella Monaca, dove la Polizia Locale di Roma Capitale – con le pattuglie del GSSU (Gruppo Sicurezza Sociale Urbana) – ha fatto irruzione in alcuni alloggi popolari per verificare lo stato degli immobili e degli eventuali occupanti.
In uno degli appartamenti, gli agenti hanno trovato cinque giovani di nazionalità tunisina, tutti tra i 20 e i 30 anni. Nessuno di loro aveva titolo per occupare legalmente la casa: per tutti è scattata la denuncia per occupazione abusiva di edificio pubblico, mentre sono state avviate le verifiche per accertare la regolarità della loro presenza sul territorio nazionale.
Ma durante l’identificazione, è emerso un dettaglio decisivo. Uno degli uomini, 25 anni, era sottoposto a una misura cautelare: il divieto di avvicinamento alla compagna, disposto dal giudice nell’ambito di una procedura attivata con il cosiddetto “codice rosso”, a tutela della vittima di maltrattamenti.
L’uomo, secondo quanto accertato dagli agenti, aveva violato l’obbligo derivante dal provvedimento, ignorando le restrizioni e rendendosi irreperibile. Proprio per questo, una volta accertata la violazione, è scattato l’arresto immediato, come previsto dalla normativa vigente.
L’operazione rientra nelle attività di controllo avviate dalla Polizia Locale per la tutela del patrimonio pubblico e il contrasto alle occupazioni abusive, fenomeno ancora diffuso in diversi quadranti della periferia romana.
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