Tuttinbici 2007, 40 uscite per pedalare

A giugno i Municipi dovranno presentare le loro piste ciclabili al Comune
di Claudia Tifi - 9 Marzo 2007

Al Barcone del Dopolavoro Ferroviario sul lungotevere da Brescia giovedì 8 marzo è stata presentata la manifestazione “Tuttinbici 2007”, circa 40 iniziative per pedalare fino a luglio lungo tratti ciclabili, riserve naturali e aree di interesse storico e culturale, partendo da stazioni della metro o ferroviarie.
(Per saperne di più contattare l’associazione Sherwoodroma al 06704791 o al 3397155964).

Hanno partecipato figure di riferimento di alcuni Municipi e portavoci di associazioni, tra cui il Coordinamento Roma Ciclabile: l’incontro è stato occasione per discutere dei problemi della mobilità ciclabile a Roma e fare il punto della situazione.

”Da un monitoraggio di Legambiente è risultato che sono le donne tra i trenta e i quarant’anni che usano di più la bicicletta, probabilmente per la dieta – commenta Maurizio Santoni, portavoce del Coordinamento Roma Ciclabile -. Ci sono 1.000 motivi per cui la bici, testato come il mezzo più veloce nel raggio dei 5 km, è meglio dell’auto per girare in città". Santoni è da più di 5 anni impegnato per la riuscita di un progetto che prevede la presentazione, entro giugno 2007, di una rete di piste ciclabili da parte di ogni Municipio al Comune che provvederà a metterle in comunicazione.

Inoltre è necessario migliorare il servizio di trasporto della bicicletta sul mezzo pubblico: per ora l’unico autobus che in via sperimentale la domenica permette di caricarla a bordo è il 791: sulla linea B e sui treni Roma Ostia è possibile solo nei festivi e nei feriali dopo le 21.
”Non tutte le stazioni della metro hanno l’ascensore – spiega Gianfranco Di Pretoro, vice coordinatore di Roma Ciclabile, – molti treni mancano dei ganci prestabiliti per appenderle. Occorrerebbe dialogare direttamente con le aziende per chiedere almeno dei vantaggi per l’abbonamento metro-bus".

Altra idea che potrebbe essere praticata è quella delle Greenway: “togliere i binari dalle vie dismesse delle ferrovie e approfittare della massicciata per costruire una strada larga 3-4 metri, adatta per il cicloturismo” – propone sempre il Vice-coordinatore di Roma Ciclabile.

”Roma, assieme ad altre città, ha vinto il bando europeo per il risparmio energetico – afferma Gabriella Celli, responsabile delle ciclabili per il Comune di Roma, – c’è la possibilità che, per rendere il centro storico più vivibile e meno asfittico, si adotti anche il bike-sharing, sul modello berlinese: biciclette libere da prendere, usare e lasciare in vari punti di raccolta.” Al momento l’Atac sta svolgendo uno studio trasportistico per definire l’effettiva fattibilità del progetto.

Andrea Onofri, responsabile della Cooperativa Ri-ciclo, vorrebbe realizzare un servizio di bike-sharing: ha vinto anche un concorso indetto dal Comune, ma tuttora il “mancato rilascio dei permessi per l’occupazione del suolo pubblico – afferma Onofri – ha bloccato l’iniziativa”.
“A Villa Pamphili non si può realizzare una zona di noleggio nonostante il nulla osta del XVI municipio, perché la Sovrintendenza per i Beni Culturali l’ha ritenuta una degradazione del patrimonio artistico, – continua Andrea – mentre a Piazza Risorgimento la postazione non è attiva per problemi burocratici”.

Ragazzi dell’Ufficio Tecnico del I Municipio spiega la differenza tra “un ufficio Mobilità Ciclabile, che propone di realizzare infrastrutture nella città e un ufficio Biciclette che evidenzia un problema di cultura: a Roma la bicicletta è il mezzo della domenica, invece occorre fare esperimenti in direzione degli obiettivi posti dal X municipio, volti a un uso quotidiano della bicicletta, come già accade in molte città, prima Ferrara”.
Conferma anche il Responsabile USN Ciclismo Enzo Martino che si sta impegnando per estendere da Lodi a tutta l’Italia aree attrezzate per l’allenamento e l’abitudine a pedalare.

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Roberto Tavani, assessore allo Sport, all’Ambiente e alla Cultura del XVII Municipio, conferma che “i lavori alla ciclabilità iniziati nel 2001 permetteranno alla prima pista ciclabile di Roma di diventare un anello che collega le fermate della metro alle scuole e al Tribunale Civile di Roma”.
”A causa di un governo sciagurato, i lavori furono condotti in modo assolutamente poco razionale, – asserisce Tavani – via Cicerone non è collegata a nulla, perché inserirla?”.
5 anni fa a Barcellona nessuno usava la bicicletta – spiega Tavani che è anche dirigente nazionale Arci per le Relazioni Internazionali, – la situazione si è rovesciata dopo la promozione di una cultura ciclistica e alla collaborazione tra i vari soggetti: qui l’ufficio Tecnico spesso propone progetti dai costi economici troppo elevati”.

Dopo la riqualificazione del Parco della Caffarella e del recupero ambientale dell’Acquedotto Felice, Luca Traditi, assessore allo Sport, all’Ambiente e alla Cultura del IX municipio, propone di proseguire il percorso pedo-ciclabile lungo via Demetriade collegando l’area dell’Arco di Travertino con il Parco o raggiungere anche la fermata della metro Furio Camillo.


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