

A finire in manette sono stati 12 cittadini italiani, bloccati in diverse province tra Lazio, Abruzzo e Puglia
È scattata all’alba di venerdì 25 luglio l’operazione “End to End”, una maxi indagine della Direzione Distrettuale Antimafia de L’Aquila che ha portato alla smantellamento di due organizzazioni criminali dedite al traffico di droga.
A finire in manette sono stati 12 cittadini italiani, bloccati in diverse province tra Lazio, Abruzzo e Puglia, in un’azione congiunta e fulminea della Polizia di Stato.
Nel mirino degli agenti – in azione da Roma a Foggia, passando per Latina, L’Aquila, Frosinone e Teramo – due gruppi criminali ben strutturati, legati a un imponente traffico di stupefacenti e attivi su scala interregionale. A coordinarli, il Servizio Centrale Operativo, con il supporto delle squadre mobili locali e dei reparti prevenzione crimine.
L’operazione ha portato non solo agli arresti, ma anche al sequestro di beni per oltre un milione di euro, considerati proventi dell’attività illecita.
Tra i reati contestati: associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, ma anche estorsione, tentato omicidio e corruzione per alcuni degli indagati.
Mentre proseguono le perquisizioni nelle abitazioni e nei luoghi nella disponibilità degli arrestati, emergono dettagli inquietanti su una rete criminale che non si limitava allo smercio di droga, ma usava la violenza e la minaccia per imporre il proprio controllo sul territorio.
Un’azione investigativa lunga, meticolosa e interamente coordinata dal distretto antimafia abruzzese, che ha colpito nel cuore due cellule malavitose con ramificazioni ben oltre i confini regionali.
L’indagine “End to End” non si ferma qui: le forze dell’ordine continuano a scavare, alla ricerca di ulteriori connessioni e complici,
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