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Velletri, “buco” da 72mila euro al Tribunale: sospeso dirigente infedele. Pagava “in nero” un ex collega

Al termine degli accertamenti, per il dirigente è scattata l'ordinanza di misura interdittiva emessa dal GIP

Un sistema contabile “parallelo” durato oltre un decennio, alimentato dai contanti degli utenti e custodito in una cassaforte privata tra le mura del Palazzo di Giustizia.

La Guardia di Finanza di Roma ha smascherato un dirigente dell’Ufficio Notifiche, Esecuzioni e Protesti (UNEP) del Tribunale di Velletri, ora accusato di peculato per aver fatto sparire dalle casse pubbliche circa 72.000 euro.

Il “trucco” del contante contro il PagoPA

Secondo le indagini condotte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Velletri, il dirigente avrebbe sistematicamente boicottato i sistemi di pagamento tracciabili.

Mentre la pubblica amministrazione si digitalizzava con la piattaforma PagoPA, nell’ufficio dell’indagato si continuava a privilegiare la riscossione in contanti.

Questo modus operandi avrebbe permesso di accumulare una “riserva” di denaro sottratta alle procedure contabili ordinarie e alla vista del Fisco.

Undici anni di stipendi “in nero” a un ex collega

Il dettaglio più clamoroso emerso dall’inchiesta riguarda l’utilizzo di questi fondi. Per circa undici anni, parte del denaro sarebbe servita a retribuire irregolarmente un ex funzionario in pensione.

L’uomo, nonostante fosse già in quiescenza, continuava a frequentare stabilmente l’ufficio, disponendo di una propria postazione e occupandosi proprio della contabilità.

Un paradosso burocratico: un pensionato pagato con fondi neri per gestire i conti ufficiali, con compensi elargiti regolarmente anche durante i periodi di assenza.

Spese personali e la “cena di Natale”

Non solo stipendi irregolari. Dalla cassaforte del dirigente sarebbero usciti contanti anche per finalità ben più banali e personali.

Tra gli episodi contestati dai finanzieri figura anche il pagamento di una cena natalizia offerta al personale dell’ufficio, un banchetto da circa 800 euro saldato attingendo direttamente dal “tesoretto” accumulato illecitamente.

Il provvedimento

Al termine degli accertamenti, per il dirigente è scattata l’ordinanza di misura interdittiva emessa dal GIP.


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Un commento su “Velletri, “buco” da 72mila euro al Tribunale: sospeso dirigente infedele. Pagava “in nero” un ex collega

  1. Perché non vanno a vedere anche le denunce fatte per falso in atto pubblico e subito archiviate per non aver commesso il fatto? Quello che ho scritto è documentalmente comprovabile.

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