Vertice Sicurezza, Alemanno e Mantovano in prefettura

Chiesti più uomini e mezzi. Venerdì incontro in Campidoglio tra il Ministro degli Interni Roberto Maroni e il Sindaco di Roma
di Marco Rollero - 1 Settembre 2011

Si è svolta ieri mercoledì 31 Agosto 2011, in Prefettura a Roma, la riunione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico convocata dopo l’omicidio del diciottenne Edoardo Sforna, ucciso fuori dalla pizzeria in cui lavorava a Morena, alla periferia est della città.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, il sindaco Gianni Alemanno, il prefetto Giuseppe Pecoraro, il capo della procura di Roma Giovanni Ferrara, il questore Francesco Tagliente, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Maurizio Mezzavilla, il comandante provinciale della guardia di Finanza generale Ignazio Gibilaro, il comandante della polizia di Roma Capitale Angelo Giuliani e il generale Mario Mori, consulente per la sicurezza del sindaco di Roma, nonché rappresentanti della Provincia di Roma e della Regione Lazio.

«Venerdì prossimo incontrerò il ministro Maroni in Campidoglio, raccogliendo il lavoro fatto fino ad oggi dal sottosegretario Mantovano, e gli chiederò di intervenire in tre direttrici». Lo ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, al termine della riunione in prefettura del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. «Innanzitutto – ha spegato Alemanno – la questione dell’organico: le forze di polizia qui a Roma sono sottoposte ad un grande sforzo per la questione irrisolta delle scorte e anche per quanto riguarda le numerose manifestazioni che si svolgeranno quest’autunno. Bisogna fare in mondo che Roma non si trovi depotenziata. Il secondo discorso riguarda il contrasto dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore economico: bisogna creare un forte coordinamento e fare in modo che il sequestro degli immobili acquistati dalla mafia avvenga in modi più rapidi ed incisivi. Il terzo discorso è quello relativo all’aumento della tendenza alla violenza delle bande giovanili. Ci vuole più controllo del territorio, serve una mappa dei presidi e dei rischi, per capire dove ci sono aree, persone o gruppi con una tendenza alla violenza e contrastare il bullismo, la violenza e la criminalità. Su questo bisogna avere una strategia precisa».

Alemanno ha sottolineato poi che «tutto questo sarà condensato nel terzo Patto per Roma sicura, che verrà firmato entro ottobre. Noi vogliamo sottolineare, però, che non ci troviamo di fronte ad un’emergenza conclamata: Roma è nella media degli altri anni, anche in termini di omicidi (a parte il 2010) e sta nettamente sotto alla media nazionale e a quella europea. Non bisogna fare speculazioni o polemiche sulla città di Roma, perché – ha concluso – la nostra città per molti aspetti è sotto la media».

Al termine dell’incontro, il sottosegretario Mantovano incontrando i giornalisti ha detto: "Nessun allarme criminalità a Roma. I dati che emergono sono in linea". "Una sola vita umana stroncata con violenza, anche un solo omicidio, desta preoccupazione". Ma bisogna "leggere i fatti di cronaca senza enfatizzazioni – ha proseguito Mantovano – se la statistica ha un senso, non vi è una situazione di allarme a Roma rispetto alla criminalità organizzata. Non c’è un allarme in sé nella comparazione con anni precedenti e nella comparazione con le altre capitali europee".

Sui 26 omicidi che si sono consumati a Roma dall’inizio dell’anno, "la maggior parte è riconducibile a fatti intrafamiliari o a follie personali e non più di due alla criminalità organizzata", ha aggiunto Mantovano illustrando i numeri riferibili agli anni passati: a Roma e provincia "nel 2010 ci sono stati 25 omicidi, 42 nel 2009, 39 nel 2008 e 42 nel 2007. Rispetto ad altre capitali europee – ha continuato – dall’inizio dell’anno a Parigi si sono verificati 62 omicidi e 73 a Londra. Non voglio dire che ‘mal comune mezzo gaudio’, ma il controllo del territorio c’è e i dati sono in linea".

Secondo il sottosegretario, desta invece preoccupazione il fatto che "a Roma si assista all’incremento di una violenza cieca, che definire bullistica è riduttivo. Dalle scazzottate – ha concluso – si è passati ai revolver o ai coltelli: è quasi velleitario lanciare appelli contro questo fenomeno, ma lo segnaliamo come ulteriore difficoltà nell’opera di prevenzione". E Mantovano è intervenuto anche criticamente sulla mobilitazione che, da più parti, si sta scatenando attorno alla manovra estiva del governo. "Siamo molto preoccupati per le manifestazioni che si svolgeranno nella capitale nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Il diritto a manifestare è nella Costituzione, in cui però è specificato che va esercitato pacificamente.

L’esperienza degli ultimi mesi è fonte di preoccupazione". Il sottosegretario, facendo riferimento in particolare ai due cortei previsti il 6 settembre a Roma, giorno in cui la Cgil ha proclamato lo sciopero generale, ha aggiunto: "Facciamo un appello alle parti sociali perchè evitino derive violente".Immediata la replica dell’assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio: "Consideriamo un passo avanti la mappatura del rischio e la predisposizione di un terzo patto per Roma, senza però costruire facili capri espiatori. Francamente non ci sembra però che in un quadro con 26 omicidi e microviolenza diffusa, il problema possa essere rappresentato da uno sciopero, ma anzi siamo convinti che la manifestazione del 6 settembre sarà per Roma un’occasione di vitalità. I problemi sono altri, come la mancanza di socializzazione nei comuni di prima fascia e nelle periferie".
 

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