Via Leonardi 130, i problemi non sono finiti

L’odissea continua per alcune delle famiglie dello stabile incendiato un anno fa a Cinecittà Est
di Giuseppe Barbone - 8 Settembre 2009

Immaginate che all’improvviso la vostra casa, costruita con sacrifici, sparisca con tutto quello che c’era dentro e che per poco non sparite anche voi. Immaginate di dover andare a vivere in un albergo senza avere nemmeno un calzino. Che viviate un anno da ospiti, a volte nemmeno graditi. Che senza l’aiuto di nessuno, dovete ricominciare a fare sacrifici per ricostruire quella casa che vi hanno tolto in maniera violenta. Infine immaginate che il delinquente, che ha fatto sparire la vostra casa, giri indisturbato per la città.

Ecco, questo (e le conseguenze che per fortuna noi possiamo solo immaginare) è quanto hanno vissuto e ancora per certi versi vivono, gli abitanti di via Leonardi 130 nella zona di Cinecittà Est. Era il 27 ottobre 2008 quando un incendio devastò il loro palazzo. Da allora, per le 150 famiglie del condominio, iniziò una vera e propria odissea tra alberghi, indagini senza sbocchi né colpevoli, fondi promessi mai corrisposti, assicurazioni poco disponibili. Oggi alcune famiglie ancora vivono in albergo (quelle dei primi piani per i quali i danni sono stati più elevati). Famiglie costrette a combattere a suon di comunicati (eccone alcuni 12).

Alle porte dell’estate fu riportata la notizia che entro il 5 giugno tutti sarebbero rientrati nelle case. Notizia smentita da un comunicato del Comitato costituito dagli abitanti, in cui si evidenziava che quella era la data per tornare in possesso degli appartamenti, bisognava poi procedere ai lavori di ristrutturazione. Con quali soldi poi? Ovviamente a spese degli stessi abitanti visto che né dal Comune né dalle Assicurazioni è arrivato mai nulla.

Il 15 luglio, il sindaco in persona durante una visita al x Municipio, promise: “State tranquilli, nessuno vi caccerà dagli alloggi finché non potrete rientrare nelle vostre case”. Due settimane dopo gli alberghi erano pronti a sfrattare le famiglie. Gli abitanti, ancora armati di santa pazienza, il 30 luglio realizzarono un comunicato nel quale chiedevano “Quanto valgono le parole del Sindaco di Roma? Il problema fu risolto grazie alla mediazione del Gabinetto del Sindaco (fu trovato un accordo che autorizzava la permanenza negli alberghi fino ai primi di ottobre.

Ma non finisce qui. Le circa 30 famiglie dei piani inferiori ancora aspettano lo sblocco del cantiere per iniziare i lavori. Tutti gli abitanti aspettano i contributi per le spese sostenute e da sostenere (da parte del Comune e dalle Assicurazioni). E infine, aspettano che le indagini diano un nome ed un volto al delinquente.


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