

Nel mirino le chiusure dell'ovale di Piazza di Siena e del Galoppatoio per fiere enogastronomiche, spettacoli musicali e villaggi delle feste
La trasformazione del più celebre parco monumentale della città in un’arena fieristica ad accesso riservato scatena una durissima battaglia legale contro Palazzo Senatorio.
Il comitato degli “Amici di Villa Borghese” ha notificato una formale diffida all’amministrazione capitolina, contestando la concessione sistematica a soggetti privati di porzioni storiche del parco – in primis Piazza di Siena e l’area del Galoppatoio – per manifestazioni a scopo di lucro.
Al centro del contenzioso c’è la tutela del vincolo giuridico originario, ratificato fin dal Regio Decreto del 1903 e ribadito dalla giurisprudenza della Suprema Corte, che destina l’intera villa storica all’uso civico, gratuito e “improduttivo” per la collettività.
Per gli ambientalisti, la posa di staccionate e il condizionamento dell’ingresso al pagamento di un biglietto rappresentano una violazione palese del Codice dei Beni Culturali.
La protesta dell’associazione ripercorre la fitta agenda di occupazioni del suolo pubblico previste nei prossimi mesi:
La rassegna enologica: L’ovale settecentesco di Piazza di Siena viene precluso alla cittadinanza dal 26 agosto al 10 ottobre per ospitare gli allestimenti, lo svolgimento e lo smontaggio di Vinòforum. Un blocco di oltre quaranta giorni a cui si sommeranno le settimane necessarie alla rigenerazione del manto d’erba.
La stagione dei concerti: A distanza di appena una settimana dalla fiera del vino, la medesima arena accoglierà la serie di sette esibizioni dal vivo di Claudio Baglioni. Una decisione che infrange l’impegno preso oltre tre lustri fa dal Comune di riservare l’esedra unicamente allo storico concorso ippico, oltre a violare le soglie acustiche dei 50 decibel stabilite per la tutela delle aree protette.
Il villaggio natalizio: Sul versante del Galoppatoio, gli spazi rimarranno sottratti all’uso pubblico per più di un trimestre, da ottobre fino a inizio anno, per fare spazio alla quarta edizione di Christmas World. L’associazione contesta la proposta di rinnovo quinquennale del format con un drastico abbattimento del canone di occupazione, ipotizzando il rischio di un danno per le casse comunali.
La vertenza non si fermerà all’esposto amministrativo. Qualora le autorizzazioni per lo svolgimento delle manifestazioni non vengano revocate in autotutela, il comitato si dice pronto ad adire le vie giudiziarie per bloccare i cantieri, ricordando al Campidoglio che l’alterazione della destinazione d’uso della villa potrebbe astrattamente determinare la perdita della concessione e l’obbligo di riassegnazione del bene al demanio statale.
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