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Voragine via Zenodossio, i residenti reclamano prevenzione contro il dissesto idrogeologico

Il 31 maggio, chiesto anche un consiglio municipale straordinario. Boccuzzi: "Non si conoscono i tempi per la riparazione della voragine"
Aldo Zaino - 1 Giugno 2021

Il 31 maggio si è tenuto un presidio organizzato dai comitati Torpignattara Almagià a seguito dell’apertura della voragine in via Zenodossio, dove il 25 maggio 2021 si è sfiorato la tragedia con l’ennesima apertura del terreno.

Tantissime le persone hanno partecipato alla manifestazione, a pochi metri di distanza dalla voragine, per sollecitare l’attenzione delle Autorità del V municipio di Roma Capitale, e segnalare che il pericolosissimo evento del 25 maggio è il terzo in meno di un anno, dopo quello di via Leonardo Bufalini e Via Augusto Dulceri.

Tra le richieste avanzate: un consiglio straordinario sulla fragilità del sottosuolo nel V municipio. Un piano di investimenti per effettuare le indagini per individuare le criticità. Un progetto complessivo di riqualificazione del quadrante. L’istituzione di un osservatorio civico per la previsione e la prevenzione dei fenomeni di sprofondamento del suolo legati alla presenza di cavità sotterranee.

Alla manifestazione oltre al numeroso pubblico hanno partecipato anche le Autorità delle vecchie Amministrazioni Comunali e i candidati delle prossime elezioni.

Tutti gli interventi unanimi hanno cercato di evidenziare i pericoli che questi eventi possono creare: non è un incidente né un fatto eccezionale ed è stata sfiorata la tragedia, ha detto qualcuno, il territorio è fragile e c’è un dissesto idrologico evidente.

Qualcuno ha attribuito questi tragici eventi al transito di numero e grossi e pesanti camion che circolano nella zona per rifornire i tanti negozi della zona.

Salvitti del comitato di quartiere TorPigneto Almagià, elencando i nomi delle strade dove nei mesi e negli anni scorsi si sono aperte simili voragini: via Ruga, via Dulceri, via Bufalini ha affermato: “Questo non è un incidente eccezionale. Ce l’aspettavamo e poteva essere una tragedia. Non è più possibile minimizzare e sostenere che l’unica causa sia un problema alle tubature, addossando tutte le responsabilità politiche su Acea, senza riconoscere che quanto accaduto è da ricercare in anni e anni di mancati investimenti sul problema dei dissesto idrogeologico”.

La pensano così anche i comitati di Torpignattara, Certosa e Quadraro, perché la fragilità del sottosuolo accomuna tutto il territorio del V municipio. “Non è un semplice dato dovuta esclusivamente alla qualità geologica del terreno, ma è un sistema generato da azioni naturali e antropiche. Fino a quando questa analisi complessiva non verrà fatta, non ci sarà coordinamento tra i vari attori che gravitano attorno, il problema del dissesto idrogeologico del territorio il rischio di incorrere in altre voragini e sprofondamenti è altissimo”, scrivono i comitati in un comunicato diffuso tra i cittadini nel corso del sit-in. “Il caso di via Zenodossio è emblematico. È palese che è in territorio di per sé fragile nel quale, ad esempio, le mappe Ispra indicano almeno quattro accessi in cava proprio nel sottosuolo sottostante non si può non pianificare una diversa mobilità e un investimento di prevenzione e monitoraggio”.

Il 2 giugno, dalle 23, l’Enea monitorerà con indagini georadar attraverso il passaggio di un’auto le vie della zona: via Zenodossio, via Maggi, via Bufalini, via Ruga, via Errera, via Bertacchi, via Dulceri, via Dei Zeno, via Perigete, via Marin Sanudo. Le indagini non sono però finanziate dall’amministrazione capitolina. Il presidente del V municipio, Giovanni Boccuzzi, è intervenuto nel corso del presidio affermando: “È aperto ormai da diverso tempo un tavolo inter-istituzionale tra i vari dipartimenti per arrivare alla soluzione. Ora attendiamo di capire cosa diranno le indagini”. Tempi per capire quando verrà riparata la voragine e riaperta la strada, però, “non ce ne sono”, ha confermato Boccuzzi, in risposta alle domande di diversi residenti arrabbiati oltre che per le voragini anche perché il quartiere è pieno di rifiuti.

Boccuzzi ha pure ammesso che gli 180mila euro stanziati dal V municipio a dicembre del 2019 per effettuare indagini nel sottosuolo non sono ancora stati spesi perché “Il bando è andato deserto”.

Al presidio erano presenti anche i candidati a presidente alle primarie del centrosinistra nel V municipio: Mauro Caliste, Maurizio Mattana e Stefano Veglianti che, da consigliere di Sinistra per Roma, attualmente all’opposizione, ha detto di “accogliere con favore la richiesta di consiglio straordinario”.


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