XX Race for the Cure di Roma, un grande successo per tutte le donne

Nonostante la pioggia domenica 19 maggio 2019 migliaia di partecipanti hanno raggiunto il traguardo 
Aldo Zaino - 20 Maggio 2019

Come solitamente avviene nelle corse podistiche si rivolgono gli elogi ai primi assoluti, in questo evento a Michele Fontana che ha percorso i 5 km in 15’17”, e a Francesca Bertoni, in 17’15”. Per la categoria Donne in Rosa, al primo posto si è classificata Ilaria Piscitelli, seguita da Stefania Pomponi e per il terzo posto Claudia Di Giovanni. In realtà a questo tipo di manifestazione sportiva si possono definire vincitori tutti gli 81.000 iscritti.

Una domenica piovosa quella del 19 maggio che non ha per nulla, scoraggiato, le migliaia di persone in modo particolare le donne in Rosa, che in Piazza della Verità che assieme a tutti gli altri concorrenti hanno atteso il segnale di partenza dell’appuntamento sportivo di, Laura Mattarella per procedere nel bellissimo percorso romano.

Al nastro di partenza le sedici bandiere dei paesi europei che ospitano la Race for the Cure e che fanno parte del Think Pink Europe, un network di organizzazioni non profit attive nell’ambito della prevenzione e della cura dei tumori del seno di cui Komen Italia è membro fondatore.

Tantissima la pioggia caduta sui concorrenti durante la gara, per fortuna durante le fasi delle premiazioni il tempo è stato più clemente. Sul Palco per ritirare i premi sono salite prima tutte le atlete comprese, le Donne in Rosa, a seguire i primi dieci atleti.    Premiate anche le squadre più numerose che hanno contribuito a questo successo. Sul palco per i dovuti riconoscimenti i collaboratori e sponsor.

Sul palco per consegnare i premi,  il Prof. Riccardo Masetti, Presidente della Susan G. Komen Italia; Nancy Brinker, fondatrice di Komen USA; Paula Schneider, CEO di Komen USA; Aurelio De Laurentiis, Presidente Onorario della Race For the Cure; Maria Grazia Cucinotta e Rosanna Banfi, testimonial Komen Italia,  Laura Duchi Presidente del Gruppo Sportivo Bancari Romani, che ha fornito l’apporto tecnico all’evento

Con la gara di domenica si conclude la quattro giorni di salute, sport e solidarietà per la lotta ai tumori del seno che si è svolta al Circo Massimo. La Race for the Cure termina  con un momento di celebrazione delle Donne in Rosa, donne che stanno affrontando o hanno affrontato il tumore del seno: i vent’anni anni della Race in Italia sono stati rappresentati da 20 palloncini rosa e da una coda di 200 metri di messaggi scritti nei quattro giorni dalle migliaia di visitatori del Villaggio.  Emozioni, parole, riflessioni per ricordare chi sta affrontando il tumore e chi, purtroppo, non è riuscito a sconfiggerlo. Una grande festa realizzata nel rispetto dell’ambiente: i palloncini non sono stati liberati in cielo proprio per diminuire l’impatto ambientale della manifestazione.

Per il suo alto valore sociale, la Race for the Cure si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio e la partecipazione di Regione Lazio, Roma Capitale, CONI, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Esercito Italiano, Arma dei Carabinieri, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, LUISS Guido Carli, Federazione Italiana Pallavolo, Federazione Italiana di Atletica Leggera, Federazione Italiana Pallacanestro, Federazione Italiana Golf, Federazione Italiana Badminton, Federazione Italiana Dragon Boat, Commissione Difesa Vista Onlus, CNA Impresa Donna, Responsabilità Sociale Rai, Fondazione Ordine Avvocati di Roma, Federazione Italiana Cuochi.

«Abbiamo battuto anche la pioggia», il Prof. Riccardo Masetti commenta così il nuovo record di adesioni alla XX edizione della Race for the Cure di Roma: la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno in Italia e nel mondo, organizzata da Komen Italia. Oltre 81.000 iscritti solo nella città di Roma e 20.000 in quella di Bari, insieme hanno visto correre oltre 100.000 persone. «La manifestazione ha avuto un apprezzamento che è andato oltre le nostre più rosee speranze, questo significa che abbiamo fatto un buon lavoro – commenta così il Prof. Riccardo Masetti. Attraverso la Race for the Cure siamo riusciti a cambiare il modo di affrontare la malattia con la testimonianza delle donne in rosa, oggi presenti a Roma e a Bari in 8000.

Grazie a questa iniziativa abbiamo potuto investire più di 17 milioni di euro per dare vita ad oltre 850 nuovi progetti, in parte realizzati da noi e in parte abbiamo aiutato altre associazioni che lavorano con lo stesso impegno a mettere in gioco le loro idee.

«È un miracolo quello che state facendo – commenta Lewis Mickael Eisenberg, Ambasciatore americano in Italia – la Race è iniziata negli Stati Uniti, ma nel vostro Paese è riuscita più di qualsiasi altro posto al mondo, è una sfida anche per le altre nazioni».

«La Race for the Cure non parla solo di prevenzione – spiega la vicepresidente Komen Italia Prof.ssa Daniela Terribile – ma la offre a quelle donne che per difficoltà economiche o di altra natura non potrebbero accedervi. Nel Villaggio della Salute, infatti, in questi quattro giorni sono state offerte 3.000 prestazioni specialistiche per la prevenzione delle principali patologie femminili. Grazie alla presenza dello Sportello Screening Oncologici della Regione Lazio, dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI e alla collaborazione con la Commissione Difesa Vista Onlus, è stato inoltre possibile ampliare ulteriormente la tipologia e il numero di prestazioni».

La Race for the Cure si è conclusa con un momento di celebrazione delle Donne in Rosa, donne che stanno affrontando o hanno affrontato il tumore del seno: i vent’anni anni della Race in Italia sono stati rappresentati da 20 palloncini rosa e da una coda di 200 metri di messaggi scritti nei quattro giorni dalle migliaia di visitatori del Villaggio. Emozioni, parole, riflessioni per ricordare chi sta affrontando il tumore e chi, purtroppo, non è riuscito a sconfiggerlo.


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