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Zoomafie, l’Italia che maltratta gli animali: nel Lazio reati in crescita, Roma e Cassino maglia nera

Nel 2024, nella sola regione, sono stati aperti almeno 697 fascicoli per reati a danno di animali

Cavalli sfruttati per corse clandestine, cani trasformati in gladiatori da combattimento, cuccioli venduti come merce da contrabbando. È l’altra faccia del crimine, quella che non si sporca solo di sangue umano, ma che calpesta la vita animale. Un universo di illegalità fatto di soprusi, violenza e affari: è il mondo delle zoomafie.

A raccontarlo, ancora una volta, è il Rapporto Zoomafia 2025 della LAV, curato dal criminologo Ciro Troiano, giunto alla sua 26ª edizione. Uno studio dettagliato, patrocinato dalla Fondazione Caponnetto, che ogni anno raccoglie dati da procure ordinarie e minorili per mappare i reati contro gli animali. E il quadro che ne emerge è sempre più preoccupante.

Nel Lazio boom di fascicoli: +18% in un anno

Nel 2024, nella sola regione Lazio, sono stati aperti almeno 697 fascicoli per reati a danno di animali. Un dato che rappresenta l’8,5% del totale nazionale, con oltre 300 persone indagate. Rispetto al 2023, si registra un incremento significativo: +18,41% nei procedimenti e +11,67% negli indagati.

Roma resta il centro caldo, ma Cassino sorprende tutti

A guidare la classifica dei territori con più reati è, prevedibilmente, Roma, con 163 procedimenti e 93 indagati. Solo nel capoluogo, rispetto all’anno precedente, i fascicoli sono cresciuti del 19,85%, mentre gli indagati sono saliti del 24%.

Ma la vera sorpresa arriva da Cassino, dove l’incremento è stato esplosivo: 102 procedimenti nel 2024, contro i 38 del 2023. Un aumento del 168%, che fa suonare un forte campanello d’allarme per un territorio spesso sottovalutato nel contrasto alla criminalità ambientale.

Maltrattamento e abbandono: i reati più diffusi

Nel Lazio, il reato più diffuso resta il maltrattamento di animali. Solo a Roma, sono stati 41 i procedimenti aperti e 44 le persone finite sotto indagine. A Latina, se ne contano altri 20. Seguono i reati di abbandono e detenzione incompatibile (art. 727 del codice penale), con 28 fascicoli a Roma e 22 a Tivoli.

Anche i minori tra gli imputati: i numeri del Tribunale per i ragazzi

Nel 2024, anche la Procura minorile di Roma ha registrato casi inquietanti: 2 procedimenti per uccisione di animali e 1 per maltrattamento, con 5 minori complessivamente indagati. Un dato che accende i riflettori sulla zoocriminalità minorile, una realtà in crescita che intreccia disagio sociale e devianza precoce.

Zoomafie: cosche, violenza e dominio sui territori

Ma cosa si intende con “zoomafia”? Il termine, coniato proprio da Troiano, non si riferisce solo ai reati ordinari, ma a un vero e proprio sistema criminale: “lo sfruttamento di animali per fini economici, intimidatori o di controllo sociale da parte di soggetti singoli o affiliati a clan”.

Non si parla solo di Cosa Nostra o ‘ndrangheta, ma anche di una criminalità parallela, autonoma, ma vicina per cultura e metodi a quella mafiosa. Tra i fenomeni documentati:

Corse clandestine di cavalli

Combattimenti tra cani

Traffico di cuccioli

Macellazioni illegali

Canili-lager

Contrabbando di fauna selvatica

Bracconaggio organizzato

Pesca di frodo

Uso di animali per spacciare droga

Pontino e isole: i “black spot” del bracconaggio

Particolare attenzione è stata posta sulla zona costiera e sulle isole pontine, indicate nel Piano nazionale antibracconaggio come aree ad alta densità di reati faunistici. Luoghi dove si uccidono uccelli protetti, si tendono trappole e si commerciano specie rare in spregio alle norme europee.

Troiano (LAV): “La violenza sugli animali è una forma di potere”

«Nel Lazio abbiamo registrato tutti i reati zoomafiosi analizzati nel report», spiega Ciro Troiano. «Non vanno sottovalutate nemmeno le forme di violenza “quotidiana”, quelle non collegate direttamente alla criminalità organizzata. Anche il maltrattamento “domestico” è un segnale grave: la violenza su animali è una forma di sopraffazione e dominio».

Conclusione: l’Italia deve scegliere da che parte stare

Il fenomeno delle zoomafie non è folklore né marginalità. È crimine vero, radicato, organizzato e spietato. E come ogni crimine, si combatte con leggi, controlli, cultura e informazione. Perché dietro ogni zampa spezzata, ogni cucciolo sfruttato o ogni cavallo sfinito, c’è una scelta di civiltà da compiere.


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