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A rischio 632 lavoratori in Almaviva

Pd Roma: “vicini ai lavoratori, azienda ritiri subito procedura licenziamenti"

La crisi si fa sempre più nera andando a toccare anche aziende solide come Almaviva nel cui call center sono previti 632 licenziamenti.

"Roma – dichiara Marco Miccoli, Segretario del PD Roma, raggiunto al presidio organizzato dai lavoratori di Almaviva Contact, davanti la sede del decimo Municipio – non può accettare, in questo drammatico momento di crisi, che 632 lavoratori vengano licenziati non perché si perdono delle commesse ma perché, grazie ai finanziamenti pubblici, i costi del lavoro sono inferiori.

 

Almaviva Contact è il più grande call center d’Italia ed in virtù di ciò deve mantenere un senso di responsabilità pari alla propria dimensione.
Considerata la portata nazionale della vicenda, Regione, Comune e Provincia convochino unitariamente le rappresentanze sindacali dei lavoratori e chiedano all’azienda di ritirare la procedura di licenziamento per consentire l’apertura di un tavolo istituzionale nei tempi e nei modi più opportuni ad una trattativa di tale entità.
Qui assistiamo, così come a Teleperformance, alla chiusura di aziende che avevano stabilizzato i precari: questo l’ulteriore intollerabile paradosso che rende necessario aprire un confronto con il Governo nazionale. Noi saremo al fianco di questi lavoratori che, da oggi, inaugurano una battaglia che è di Roma tutta".

 

 

“L’avvio delle procedure di messa in cassa integrazione per oltre 600 lavoratori addetti alle attività di call center da parte della società Almaviva è inaccettabile. Un’operazione che prelude a un licenziamento di massa e che costituisce un pericolosissimo precedente non essendovi traccia di crisi aziendale né di riduzione delle commesse”. E’ quanto dichiarano, in una nota congiunta, il consigliere regionale e il portavoce romano della Federazione della Sinistra, Fabio Nobile e Fabio Alberti.

“Anche in questo caso –continuano- si tratta di una decisione puramente affaristica dell’azienda che, approfittando della generale crisi occupazionale, intende spostare il lavoro altrove praticando un dumping sociale immorale. Si specula sulla disoccupazione per aumentare i profitti. Ciò è tanto più intollerabile considerando che Almaviva è stata fortemente sostenuta negli anni con contributi pubblici”.

“Roma, già colpita pesantemente dalla crisi, -proseguono- non può permettere che vengano azzerati altri 600  posti di lavoro, mettendo sul lastrico altre 600 famiglie. Le istituzioni territoriali hanno il dovere di intervenire, a partire dalla Regione Lazio a cui chiediamo di convocare subito un tavolo con i lavoratori e l’azienda e di richiedere l’intervento del Governo nazionale. Come FdS –concludono Nobile e Alberti- presenteremo in merito un ordine del giorno in Consiglio Regionale”.

 

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