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L'esasperazione per una quotidianità fatta di fumi alla diossina e prostituzione in vista a tutte le ore dai balconi di Tor Sapienza
di A. M. - 1 Luglio 2011
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Sono passati pochi giorni da quando una manifestazione organizzata dalla consigliera del Pdl del Municipio Roma 7 Lorena Vinzi armata di megafoni e bandiere tricolori e sostenuta anche da consiglieri e assessori, sempre del Pdl, ha percorso viale Palmiro Togliatti per protestare contro la prostutuzione di strada che vede in quel quadrante della periferia est di Roma, la presenza di decine e decine di trans e prostitute.
Eppur si muove… si saranno detti i cittadini al passare della rumorosa manifestazione che se anche per pochi minuti, è riuscita nell’intento di allontanare da sotto le finestre dei residenti il chiassoso e squallido mondo della prostituzione di strada. E’ stata una effimera sensazione di liberazione svanita la quale si è ripiombati in uno spettacolo inenarrabile.

I residenti a dire la verità avevano mostrato un certo interesse allo sgombero della baraccopoli su via Severini e la successiva riapertura al traffico veicolare con tanto di bonifca dell’area fortemente voluta dal presidente del municipio Roma 7 Mastrantonio in sinergia con il gabinetto del Sindaco, l’Atac e l’Ama. L’aver vinto la battaglia sui fumi e l’immondizia, avevano fatto pensare che anche quella sulla sicurezza diurna e notturna avrebbe preso una piega diversa.
Purtroppo non è stato così. E sul versante del controllo del territorio e della lotta alla prostituzione di strada ben poco può l’ordinanza emanata dal Sindaco Alemanno all’indomani della sua elezione.
Ne l’oblazione e ne la minaccia di espulsione dal nostro paese hanno ridotto di una unità la presenza in strada delle giovani meretrici dell’est o dei supergonfiati trans sud americani.

Un nostro lettore residente nelle palazzine di via Morbelli a Tor Sapienza e che da anni si batte per lo sgombero dei campi rom di via Salviati e via della Martora (tra l’altro di pertinenza del Municipio Roma 5) ci ha confessato tutto il suo pentimento nell’aver non accettato la vendita alla Tav del suo appartamento che si trova all’interno di alcuni stabili letteralmente sfregiati dalla diga di cemento armato messo in opera per la costruzione del tunnel ferroviario.
“Lo sgombero e l’abbattimento delle baracche di via della Martora – ci dice – mi avevano dato inimmaginabili sensazioni di serenità ma come è successo ai residenti della Togliatti, sono durate maledettamente poco.
Il campo in questione non è stato bonificato e mani assassine quasi ogni giorno incendiano quelle montagne di rifiuti ed enormi colonne di acre fumo nero carico di diossina (foto 3) si incanala nei polmoni di migliaia di impotenti cittadini.
Sono stanco di lottare contro i soprusi e l’incapacità di chi è proposto alla politica e al controllo della nostra città – continua il nostro amico e lettore – è quanto accade ormai quasi quotidianamente davanti ai miei occhi e mi sta portando a considerare di vendere l’appartamento e trasferirmi in un’altra città”.
Rimango sorpreso, quasi esterefatto, da una simile dichiarazione di resa da parte di un uomo sempre sulle barricate per la difesa dell’ambiente, della legalità, del suo quartiere, ma lui lentamente, quasi con vergogna mi mostra alcune foto (che ritraggono un amplesso consumato alla luce del sole – foto 1 e 2), “le ho scattate venerdi direttamente da casa – mi dice – ecco perché è tempo di mollare e andarsene!”.


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  Commenti: 2


  1. Io penso che è sempre stato . Siamo l ‘ attuale versione della Roma antica che si trasforma. C ‘ è una differenza però. Oggi rischiamo grosso : raggiungeremo una guerra ideologica molto grave insieme a quella che temo sia alle porte . Terrorismo .


  2. Certo le immagini sopra sono forti, però fanno parte della nostra vita, ovviamente sarebbe stato meglio che si fossero appartati di più, ma questo rientra nella sensibilità delle persone!

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