Abroghiamo i Municipi

Approvato all’unanimità un provocatorio Ordine del Giorno contro l’art. 26 della Finanziaria, il 4 dicembre dal VI municipio
di F. S. - 7 Dicembre 2007

L’art. 26 della Legge Finanziaria, già approvato in Senato e attualmente in discussione alla Camera, detta una serie di misure per la riduzione dei costi della politica. Tra queste ve ne sono alcune che non riducono, ma bloccano i costi agli attuali livelli: ad esempio gli stipendi di senatori e deputati; oppure la riduzione del numero dei ministri (a partire però dalla prossima Legislatura). Nulla si dice a proposito dei Consigli regionali che, essendo autonomi, sono competenti a decidere, in tutto e per tutto, sulle spettanze degli Assessori e dei consiglieri. Quelli che, invece, vedranno ridursi in misura notevole le attuali indennità e gli attuali gettoni di presenza, saranno i consiglieri provinciali, comunali e municipali. Soprattutto questi ultimi, considerati i livelli non elevati tanto delle indennità che dei gettoni, dopo essere stati già penalizzati con due successive riduzioni nella passata Legislatura, vedranno ulteriormente assottigliarsi i loro compensi e rimborsi. Per i consiglieri si tratterà di una riduzione di circa 200/250 euro mensili (attualmente la maggior parte dei consiglieri arriva a mettere insieme circa 760 Euro al mese), mentre per Presidente e Assessori, che godono di un’indennità, andrà anche peggio: poiché, per l’espletamento del mandato, in massima parte usufruiscono dell’aspettativa non retribuita sul proprio posto di lavoro, in base a quanto dispone la nuova Finanziaria, saranno costretti ad accollarsi anche i cosiddetti oneri previdenziali e assicurativi. E’ chiaro che questi provvedimenti non incidono soltanto sulle tasche di Assessori e consiglieri municipali, ma mettono anche in discussione la sopravvivenza stessa del Decentramento comunale.

Per questo motivo, i consiglieri del VI Municipio hanno pensato di approvare, all’unanimità, un atto che si potrebbe definire “provocatorio”. Sulla base di una mozione presentata da Francesco Corsi (AN), modificata in sede di Commissione, il Consiglio, nella seduta di martedì 4 dicembre 2007, ha approvato un Ordine del Giorno presentato dal capogruppo di Rifondazione, Francesco Sirleto, in cui si invita il Consiglio comunale ad abrogare gli articoli da 26 a 29 dello Statuto comunale, quegli articoli cioè che disciplinano il decentramento municipale. Nello stesso Ordine del Giorno si invitano i parlamentari romani a predisporre una Proposta di Legge con la quale abrogare l’art. 17 del Testo Unico sugli Enti Locali, articolo che fissa i principi del Decentramento a livello nazionale.
“E’ certamente una provocazione – ha dichiarato Sirleto – ma pretendiamo, dal Parlamento e dal Comune di Roma, una risposta chiara sul destino dei Municipi e delle Circoscrizioni. Se credono nella democrazia di base, così come ci crediamo noi, devono metterci in condizioni di operare con serenità per rispondere adeguatamente alle domande dei cittadini. L’art. 26 della Legge Finanziaria va in direzione opposta. Per favore: modificatelo”.


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