Alcoa, manifestazione a Roma

Scontri e tafferugli
Enzo Luciani - 10 Settembre 2012

Attimi di tensione questa mattina durante la manifestazione degli operai Alcoa, che hanno sfilato per le vie del centro di Roma per protestare contro la chiusura dello stabilimento di Portovesme in Sardegna .

Disordini sono scoppiati vicino al ministero dell’Economia in via Molise. I manifestanti hanno lanciato oltre a petardi e bottiglie piccole lamine di alluminio contro le forze dell’ordine che hanno risposto manganellando alcuni partecipanti alla manifestazione. Da quel momento sono iniziati gli scontri.

Le lamine sono state messe in bella vista davanti al ministero con l’intento di far vedere il lavoro dei manifestanti. "Sono le armi con cui difendiamo il posto di lavoro – dicono gli operai dell’Alcoa – rappresentano noi e ciò che difendiamo".

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Nel frattempo al ministero si svolgeva un vertice tra governo, con il sottosegretario allo Sviluppo, Claudio De Vincentis, il viceministro al Lavoro Michel Martone, rappresentanti dell’Alcoa, la Regione Sardegna con il governatore Ugo Cappellacci, rappresentati degli enti locali del Sulcis Iglesiente  eduna folta delegazione sindacale, con circa 30 esponenti, rappresentanti di Cigl, Cisl e Uil, le loro categorie metalmeccaniche e locali.

I disordini hanno provocato danni e qualche ferito. 

Stefano Fassina, responsabile per l’economia e il lavoro del Pd, è stato aggredito da alcuni manifestanti. Fassina stava rilasciando un’ intervista quando alcuni operai si sono avvicinati gridando "bastardi ci avete delusò e poi lo hanno spintonato. Scortato dalle forze dell’ordine Fassina è stato costretto ad allontanarsi inseguito da un gruppetto di operai che gli urlavano contro.

“I manganelli – afferma Fabio Nobile, segretario romano PdCI-Federazione della Sinistra, che si trova con i lavoratori Alcoa davanti al Ministero dello sviluppo economico – non potranno mettere a tacere la legittima rabbia dei lavoratori dell’Alcoa né nascondere il fallimento del Governo Monti, totalmente inadeguato ad attuare un piano di politiche di sviluppo e per il lavoro. La repressione non è la soluzione alla crisi che sta dilaniando il Paese, non è la risposta che si aspettano migliaia di lavoratori che non sanno più di cosa vivere. Accanto agli operai del Sulcis che stanno manifestando a Roma ci sono i lavoratori di tutto il Paese, uniti nel rivendicare il diritto al futuro. Noi siamo qui, al loro fianco, per chiedere che il Governo e il ministro Passera la smettano di promettere e trovino una rapida soluzione che salvaguardi tutti i posti di lavoro a rischio”. 

 


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