Alla riscoperta degli insediamenti antichi lungo la Via Selciatella

Venerdì 1 marzo 2019, al Liceo Scientifico "E. Majorana" di Guidonia, Zaccaria Mari, Valentina Cipollari e Cristina Martinez Labarga presenteranno i rinvenimenti archeologici
M. S. - 25 Febbraio 2019

Per chi volesse saperne di più sui recenti scavi lungo la Selciatella, la suggestiva via che ricalca da vicino il tracciato dell’antica Tiburtino-Cornicolana, segnaliamo un appuntamento da non perdere: venerdì 1 marzo 2019, ore 11.30-13.30 al Liceo Scientifico “Ettore Majorana” (Viale Roma, 190 Guidonia Montecelio) Zaccaria Mari, Valentina Cipollari e Cristina Martinez Labarga presenteranno i rinvenimenti archeologici e i risultati delle indagini antropologiche sulle ossa effettuate presso l’Università di Tor Vergata.

Il titolo della Conferenza è:“Insediamenti antichi lungo la Via Selciatella – Il lavoro di ricerca dallo scavo al laboratorio

L’evento è promosso dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’Area metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e Sezione Cornicolana del Gruppo Archeologico Latino

Fra la Via Tiburtina e la Salaria un’importante strada di raccordo, convenzionalmente denominata Tiburtino-Cornicolana, solcava l’ager Tiburtinus, correndo alle pendici del colle del centro arcaico di Corniculum, e si dirigeva verso la Sabina. Già nota al famoso archeologo inglese Thomas Ashby e studiata agli inizi del ‘900 dallo storico di Guidonia Montecelio Don Celestino Piccolini, era una strada lastricata che durante l’età imperiale attraversava una zona densamente popolata, dando accesso a numerose fattorie e ville rustico-residenziali. Nel I-II sec. d.C. lungo di essa, principalmente nella Tenuta dell’Inviolata (oggi Parco naturale-archeologico regionale) e presso Montecelio, furono costruiti monumentali sepolcri di personaggi proprietari terrieri, tra cui il suggestivo mausoleo ipogeo a cupola in loc. Monte dell’Incastro appartenuto a un affiliato al culto di Ercole, quello a pianta stellare trasformato nel Medioevo in torre (Torraccia dell’Inviolata) o quello a forma di tempietto presso la basilica paleocristiana di S. Vincenzo. Nel 2014-2015 sono stati eseguiti estesi scavi nel tratto dell’antica strada ancora oggi in uso (c.d. Selciatella) vicino Guidonia, che hanno portato alla luce un padiglione con triclinio di una villa ove si praticava il culto del dio Mitra e un complesso di fornaci (figlinae) per la fabbricazione di laterizi. Accanto all’impianto produttivo si estendeva una necropoli di circa quaranta tombe ad inumazione e incinerazione, da cui sono stati recuperati numerosi oggetti ‘di corredo’ (monete, lucerne, ornamenti personali) che gettano viva luce sulle abitudini di vita dei lavoranti, con ogni probabilità schiavi. Entusiasmante, tuttavia, è stata soprattutto l’analisi antropologica degli scheletri (in genere in buono stato di conservazione), compiuta con la più avanzata metodologia di ricerca, che ha fornito preziose informazioni su età, sesso, sviluppo fisico e condizioni di lavoro dei defunti.

Info: 338-9566506; 389-4862765

 

M. S.


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