

Dopo l'ennesimo vertice sterile, il presidente Mauro Caliste chiede misure straordinarie per il quadrante orientale
Un altro incontro istituzionale concluso senza svolte, l’ennesimo tavolo di confronto che rischia di trasformarsi in pura routine burocratica mentre nei quartieri la tensione resta alta.
Sul tema dell’ordine pubblico nel Municipio V, il presidente Mauro Caliste ha deciso di abbandonare i toni felpati della politica e di andare dritto al punto, formalizzando una richiesta drastica: l’istituzione di una vera e propria “zona rossa” a protezione rinforzata per il territorio che amministra.
In un messaggio indirizzato alla cittadinanza, il minisindaco ha tracciato il quadro di una periferia allo stremo, dove le delibere approvate negli ultimi anni rischiano di rimanere lettera morta se non accompagnate da un cambio di passo decisivo.
Nel mirino della presidenza municipale finisce la gestione dell’ordine pubblico da parte dell’Esecutivo centralizzato, incapace di offrire garanzie concrete ai quartieri storicamente più vulnerabili:
La roccaforte del narcotraffico: Viene denunciata la drammatica continuità dello spaccio al Quarticciolo, dove l’assenza di strategie repressive incisive impedisce di restituire vivibilità e serenità ai residenti perbene.
I limiti della Polizia Locale: Il Sindaco Roberto Gualtieri ha messo in campo uno sforzo diretto assegnando più di 130 nuovi agenti della Municipale al solo Municipio V. Tuttavia, la normativa di settore impedisce ai caschi bianchi di sostituirsi alle forze di polizia nell’attività di contrasto alla criminalità organizzata.
Il fallimento dei decreti spot: Pur riconoscendo l’impegno profuso da Prefettura e Questura con le ridotte risorse disponibili, Caliste parla apertamente di un fallimento politico del Governo, accusato di sfornare norme programmatiche che non producono alcun presidio reale del territorio.
La risposta alle criticità del quadrante orientale non si esaurisce nell’invocare una presenza massiccia di pattuglie.
L’amministrazione locale, in sinergia con il Campidoglio e l’assessorato alle Periferie, sta portando avanti interventi di rigenerazione urbana e recupero sociale per sottrarre spazi pubblici alle dinamiche criminali.
Un lavoro capillare che rischia però di rimanere incompiuto se lo Stato non garantirà una copertura di sicurezza costante e strutturata, restituendo dignità a una fetta fondamentale della Capitale.
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