Assemblea di protesta nell’Asl RmB sulle ipotesi di riordino delle degenze ospedaliere

Contro le decisioni aziendali sulle degenze ospedaliere che metterebbe di fatto in ginocchio la già precaria situazione degli Ospedali Sandro Pertini e Policlinico Casilino
di A. M. - 7 Dicembre 2012

A solo pochi giorni dalla sottoscrizione dell’accordo per il rinnovo del contratto a termine di 156 precari che impedirà la chiusura al 1° gennaio di importanti servizi territoriali ed ospedalieri, nella Asl RmB esplode una protesta che ha visto la partecipazione di tutte le sigle sindacali Medici e del Comparto.

Una protesta contro le decisioni aziendali che con una cervellotica riorganizzazione delle degenze ospedaliere metterebbe di fatto in ginocchio la già precaria situazione degli Ospedali S. Pertini e Policlinico Casilino che servono, è bene ricordarlo, un bacino di utenza di oltre 730.000 abitanti.

Un momento drammatico per la Sanità pubblica e privata accreditata in cui si registra la totale assenza della Presidente dimissionaria della Regione Lazio Polverini, caparbiamente impegnata a contrastare l’indizione della consultazione elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale. 

Farmacia Federico consegna medicine

Ed ecco il testo del comunicato congiunto comparto e medici dopo assemblea spontanea al Pertini del 06-12-2012.

Oggetto: ipotesi di riordino delle degenze ospedaliere presso la ASL RMB.

Facendo seguito alla notizia relativa alla esistenza di un drammatico progetto di riordino delle degenze dell’Ospedale Sandro Pertini e del Policlinico Casilino, si è svolta nella mattinata odierna al Pertini una assemblea straordinaria dei medici e dei lavoratori del comparto.
Nel corso del dibattito è emerso in primo luogo il rilievo della totale inesistenza di informazione preventiva su una tematica così delicata e di previsione delle modalità di gestione delle ricadute organizzative e professionali derivanti dalla applicazione degli eventuali tagli previsti.
Il territorio della ASL RMB ospita circa 730.000 residenti ed è storicamente penalizzato da un rapporto sfavorevole fra posti-letto per acuti ed abitanti, notevolmente inferiore al 2/1000. Dall’esame dei dati di Laziosanità ASP si evince un numero elevato di accessi annuali di pronto soccorso, pari nel 2011 a 138.369, di cui 78.216 al Pertini e 60.153 al Policlinico Casilino. Nello stesso periodo di tempo al Pertini sono stati trattati 2.433 codici rossi, di cui il 30% erano politraumi che hanno richiesto un trattamento multidisciplinare specialistico e 11.512 codici gialli.
Ciò è dovuto al fatto che l’Ospedale Sandro Pertini è collocato in posizione cruciale nella viabilità cittadina, drenando di fatto anche pazienti provenienti dal territorio della ASL RMA e RMG che nel corso del 2011 sono stati 7.527, pari al 35% degli accessi con mezzi di soccorso del 118. L’Ospedale riceve inoltre il più alto afflusso annuale di mezzi di soccorso del 118 nell’area metropolitana (18.705 ambulanze nel 2011, fonte dati Laziosanità ASP).
Nonostante un basso tasso di ricovero da pronto soccorso, allineato sulle performance dei migliori ospedali della regione, già nelle condizioni attuali i volumi di attività in entrata hanno richiesto nel 2011 il trasferimento verso altre strutture di ricovero di 3.823 pazienti, pari al 21% degli accessi in ambulanza.
Con tali premesse, la eventuale disattivazione di un numero elevato di posti-letto e di linee di attività specialistiche comporterebbe lacune incolmabili, nel trattamento dell’emergenza/urgenza, particolarmente gravi nei politraumi, nelle patologie vascolari e cerebrali acute e nei pazienti in età pediatrica.
Peraltro il piano proposto sembrerebbe basato sul DCA 80/2010 e sulle successive modificazioni. In realtà si può affermare che esso non recepisce affatto le indicazioni della nota prot. N. 170175 DB/07/07 del 26-09-2011 del Direttore del Dipartimento Programmazione Economica e Sociale della Regione Lazio, il quale motiva tali modificazioni per effetto di “alcuni errori materiali verificatisi nell’attribuzione originaria dei posti-letto per alcune strutture e la conseguente distorsione degli indicatori di attività su cui si basavano le modifiche apportate dal DCA 80/10”.
Oltre alle conseguenze negative per la tutela della salute dei cittadini del nostro territorio, ci preoccupa la totale mancanza di progettualità e sensibilità nei confronti della dirigenza medica, del comparto e dei precari , quasi si ritenessero i lavoratori responsabili del disavanzo regionale per la sanità.
I partecipanti all’Assemblea hanno pertanto deciso all’unanimità di proclamare lo stato di agitazione e mobilitazione di tutte le sigle sindacali dei lavoratori della ASL RMB, procedendo alla sensibilizzazione delle associazioni dei cittadini e dei consigli municipali del territorio ed indicendo una assemblea generale per il giorno 11-12-12 alle ore 10.30 presso la sede della Regione Lazio.

AAROI-EMAC Massimo Di Carlo CGIL Comparto Aldo Capobianchi
ANAAO-ASSOMED-SNABI Giuseppe Ferraiuolo CISL Comparto Alfonso Avino
ANPO-ASCOTI-FIALS Massimo Ducci UIL Comparto Stefano Ciofani
CIMO-ASMD Claudio Cesarini
CGIL Medici Andrea Ciolli


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