‘Assistenza e controllo’ nelle stazioni della metropolitana

Sindaco inaugura progetto Pandora
Enzo Luciani - 18 Ottobre 2012

Questa mattina, 18 ottobre, il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, insieme al nuovo ad di Atac Roberto Diacetti, ha inaugurato alla fermata Colosseo ‘Assistenza e controllo.’, nell’ambito del progetto Pandora, promosso dall’Atac ed organizzato in accordo con il Ministero dei Trasporti, per garantire maggiore sicurezza ai viaggiatori che utilizzano il trasporto pubblico. Dopo Natale, all’interno delle stazioni metro, saranno installate telecamere direttamente collegate con la Sala Operativa delle Forze dell’Ordine. Nel frattempo squadre di operatori saranno a disposizione dei cittadini per ascoltarli e contrastare l’evasione. La squadra di 150 unità è composta da 75 verificatori e 75 assistenti alla clientela, i primi riconoscibili dalla divisa, i secondi identificabili grazie a una maglietta rossa con su scritto "Assistenza clienti" in italiano e in inglese. 

Gli operatori si suddividono in gruppi misti di 4/5 persone che prestano servizio presso le stazioni metro A e B e in alcune stazioni della Roma Lido. Considerando i vari turni da coprire, le squadre garantiscono dalle 2 alle 4 presenze settimanali per ogni stazione e un presidio fisso per le attività di assistenza alla clientela su 10 stazioni delle linee A, B e B1: Termini, Tiburtina, Conca d’Oro, Libia, S.Agnese-Annibaliano, Piramide, Anagnina, Battistini, Ponte Mammolo, Laurentina.

Gli interventi di controllo sono effettuati in stretto coordinamento con le security Atac, che garantisce la presenza di guardie giurate e rappresentanti dell’associazione Carabinieri in congedo nelle stazioni più sensibili.  

Dar Ciriola asporto

Il progetto “Assistenza e controllo” andrà avanti fino al 31 dicembre, monitorato da un ente terzo che ne verificherà i risultati al fine di constatarne l’efficacia, misurando l’effettivo miglioramento della qualità del servizio percepito dall’utenza. Se il progetto avrà buon fine, Atac prevede di replicarlo, estendendolo anche ai servizi di superficie. Dopo i primi 60 giorni di esperienza sulle metro, le squadre inizieranno a operare anche su 40 linee bus espressamente selezionate e sui principali capolinea del servizio di superficie. 

Critica nei confronti del progetto la consigliera di Sel Maria Gemma Azuni. "Già  il nome del progetto (Pandora n.d.r.) – ironizza la Azuni – mi desta qualche preoccupazione, se non ricordo male, guai ad aprire il vaso di Pandora. "Da dopo dicembre – prosegue – le linee Metro della capitale verranno sorvegliate con telecamere nei vagoni dei treni e nelle stazioni che invieranno i video in tempo reale ad un’unica sala regia in continuo contatto con la Questura. Oltre a questo, è già attiva una task force di persone, che sorvegliano alcune stazioni della metropolitana ed anche alcune linee di autobus, denominata Vigilanza amica (carabinieri in pensione). Oltre alla presenza spesso di personale, con tutto il rispetto, di una certa età, che credo abbia molte difficoltà ad intervenire in casi di reale pericolo, questo presenziamento a supporto degli operatori di stazioni con quale accordo sia stato siglato e regolato, anche se ho inviato una richiesta di chiarimenti, non è dato ancora sapere.

L’unica notizia sembra che sia stata sponsorizzata dall’assessore Aurigemma che ha prestato servizio nell’arma. La sicurezza dei cittadini è la prima posto nel programma di una buona amministrazione e su questo piena sintonia. Mi riesce, però, poco chiaro comprendere perché delle soluzione usate ormai da tempo in tutte le capitali del mondo quali videosorveglianza o altro, siano diventate  a noi il prodigioso Progetto Pandora. Il progetto – conclude Azuni – è garantito come la nuova panacea contro i malintenzionati e solo dopo anni dagli efferati fatti di cronaca l’amministrazione capitolina, alla fine del suo mandato, pure poco lodevole, abbia scovato “l’idea meravigliosa” per abbindolare i cittadini".


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