“Camminate Prenestine”: cultura e salute ad est di Roma

Mercoledì 23 gennaio 2019 (alle ore 18,15) prenderanno il via gli incontri per conoscere la grande bellezza dei quartieri del V municipio
Stefano Federico  - 18 Gennaio 2019
Abitare A Settembre 2019

Olga Di Cagno

Mercoledì 23 gennaio 2019 (alle ore 18,15) è una data da tenere bene a mente per chi ama veramente Roma, perché prenderanno ufficialmente inizio le “Camminate Prenestine”. Si tratta di una serie di incontri mirati alla conoscenza dei territori della zona Est di Roma, che, per chi non lo sapesse, sono il secondo sito al mondo con il maggior numero e concentrazione di monumenti archeologici al mondo dopo il Centro storico della capitale.

Gli incontri, che saranno tenuti  dalla brillante, competente ed appassionata archeologa Olga Di Cagno saranno strutturati in  forma di “3+1”,ovvero tre teorici (che verranno svolti presso la Stanza della Cultura presso la Farmacia Federico di via Prenestina 692, e un ultimo in forma di “gita” .

Il costo delle “Passeggiate” (che sarà interamente devoluto all’associazione no profit Omnia Urbes che si occupa di valorizzare il patrimonio culturale ed archeologico della capitale) sarà di 10 euro ad incontro, ma per cercare di sensibilizzare il maggior numero di persone, avrà uno sconto del 30% per gli studenti, del 10% per pensionati e sarà gratuito (ma solo per un incontro a scelta) per persone disoccupate e per tutti i consiglieri ed assessori dei municipi delle zone est di Roma. Questo perché il vero obiettivo di questi incontri è quello di far conoscere ,amare e rendere fruibili a tutti le incredibili bellezze (spesso poco conosciute) presenti nelle periferie di Roma e in questa maniera rendere più attrattive e più “ricche” queste zone,purtroppo mai come in questo momento degradate.

Ricordiamo inoltre che passeggiare fa bene alla salute e che conoscere persone nuove accomunate da interessi “sani” fa altrettanto bene e che i “Social” sono uno strumento eccellente per dare risalto alle buone iniziative, ma il loro utilizzo come “sfogo fine a sestesso” non  solo non serve a niente, ma non ci rende persone migliori.

Stefano Federico


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