Campidoglio. Rigenerazione urbana, stop alle speculazioni nel centro storico: ma il dibattito si accende

Il testo approderà in Assemblea Capitolina, con scadenza fissata al 31 dicembre 2025

A Roma torna il dibattito sulla rigenerazione urbana, tra leggi regionali, incentivi ai privati e tutela del patrimonio storico.

La Giunta Capitolina ha approvato una delibera che modifica alcuni aspetti della legge regionale numero 7, recentemente aggiornata dalla Regione Lazio, e ora il testo approderà in Assemblea Capitolina, con scadenza fissata al 31 dicembre.

Secondo l’assessore all’Urbanistica Veloccia, l’obiettivo è riportare ordine nella pianificazione urbana: “La legge 7 era fatta bene, ma alcune parti dovevano essere aggiustate per evitare contrasti con le norme nazionali. La delibera interviene solo sugli interventi diretti dei privati, non su quelli decisi dall’Assemblea”.

In pratica, le novità riguardano la sostituzione edilizia, con incentivi ridotti, e la cancellazione delle premialità per le semplici ristrutturazioni.

La delibera tutela inoltre la zona omogenea A, il cuore storico della città, dove in passato interventi edilizi controversi sono finiti davanti ai tribunali. Stop anche alle residenze nelle aree industriali.

Non sono mancate le polemiche. Marco Di Stefano di Noi Moderati ha criticato duramente la Giunta: “Questa scelta mette fine alla rigenerazione urbana di Roma. Nessun imprenditore investirà più nel centro storico, e togliere premialità nelle periferie va contro lo spirito della legge, che non era pensata per la speculazione, ma per sanare criticità reali”.

A difendere la delibera ci pensa Antonella Melito, vicepresidente della commissione Urbanistica: “Le norme tecniche di attuazione già non prevedono premialità nel centro storico, mentre nelle altre zone c’è un 20%. La delibera è coerente e il Comune interviene secondo quanto previsto dalla legge regionale”.

Anche Italia Nostra interviene sul tema: “L’atto della Giunta è legittimo e necessario per riportare la pianificazione urbanistica sotto il controllo comunale. Tuttavia, l’opposizione ha minacciato ostruzionismo in aula, sostenendo che la proposta rischierebbe di bloccare interventi nelle aree di maggior valore e dare un segnale negativo ai costruttori. Se il dibattito si prolunga, l’approvazione potrebbe slittare oltre il termine previsto”.

Roma si trova così in un momento delicato: da una parte la necessità di favorire investimenti e rigenerare il territorio, dall’altra la volontà di proteggere il centro storico e garantire trasparenza e sicurezza urbanistica. In aula si preannunciano scontri duri, e il futuro della rigenerazione urbana capitolina resta appeso a un filo.


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