Case Ater: niente vendita, ma i conti non tornano

Per questo l'assessore Ciacciarelli ha aperto l'ennesimo tavolo tecnico con tutti i soggetti coinvolti, a partire dal 20 maggio

Una settimana di ritardo, una fumata bianca e una trattativa tutta da costruire: le sorti degli alloggi Ater di via Pincherle e via dei Colli Portuensi restano in bilico, ma per ora la vendita è sospesa.

Lo ha confermato il 12 maggio la commissione Urbanistica della Regione Lazio, che ha accolto la disponibilità di Ater Roma a congelare l’iter di dismissione.

Una notizia attesa dagli inquilini, che da mesi vivono con l’incertezza sul proprio futuro abitativo. Ma ora si apre una nuova fase, forse la più delicata: trovare un’alternativa sostenibile per tutti, Ater inclusa.

A sbloccare l’impasse è stato l’assessore regionale alle Politiche abitative, Pasquale Ciacciarelli, che ha chiesto ufficialmente ad Ater di sospendere le vendite e ha annunciato la convocazione di un tavolo tecnico istituzionale per il prossimo 20 maggio.

“Serve una soluzione condivisa – ha spiegato l’assessore – che tenga conto dei diritti degli inquilini ma anche delle esigenze economiche di Ater”.

Perché se è vero che la vendita degli alloggi è stata stoppata, è altrettanto vero che i ricavi erano già stati inseriti nel bilancio preventivo 2024 dell’ente. Un bilancio segnato da morosità diffuse, debiti pregressi e difficoltà crescenti nel far quadrare i conti.

Alla riunione del 20 maggio parteciperanno tutti gli attori coinvolti: i vertici Ater (con il commissario Orazio Campo e il direttore Marco Rocchi), funzionari regionali, rappresentanti di Roma Capitale, i presidenti dei municipi interessati (Ciaccheri per l’VIII, Tomassetti per il XII) e la portavoce degli inquilini di via Pincherle, Roberta Cecili.

Un lavoro di concertazione, come lo definisce Ciacciarelli, che non può ignorare l’elemento chiave: gli inquilini non sono assegnatari di edilizia popolare, ma dal 2009 vivono in quegli alloggi con un contratto pubblico, dopo il passaggio da un privato ad Ater. Per loro, il rischio sfratto o trasferimento sarebbe un paradosso difficile da spiegare.

E allora, se la vendita non si farà – né all’asta né sul mercato libero – come si risaneranno i conti di Ater? Qui entra in gioco l’unica strada davvero percorribile: riaprire la trattativa con Roma Capitale sulla partita dei debiti. Un dialogo già avviato da oltre un anno, ma mai concretamente sbloccato. Forse ora, con tutti i soggetti al tavolo, qualcosa potrebbe muoversi.

Il tempo stringe e gli occhi dei residenti sono puntati sulla data del 20 maggio. Quel giorno si capirà se la sospensione sarà il primo passo verso una soluzione strutturale, o solo una tregua in una guerra che rischia di riaccendersi presto.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento