

Il rinvio è arrivato dopo la riunione della Commissione Urbanistica, Politiche abitative e Rifiuti della Regione Lazio
Un sospiro di sollievo, per ora. Ma non è ancora il lieto fine. Per gli inquilini degli alloggi Ater di via Pincherle, nel quartiere Marconi, e di via dei Colli Portuensi, nel cuore del Municipio XII, la notizia del rinvio della vendita dei loro appartamenti rappresenta solo una tregua.
Uno stop momentaneo, utile a guadagnare tempo, aprire un tavolo tecnico e, forse, riscrivere il finale di una vicenda che ha messo in allarme almeno un centinaio di famiglie, molte delle quali con alle spalle una vita intera in quegli edifici.
Il rinvio è arrivato dopo la riunione della Commissione Urbanistica, Politiche abitative e Rifiuti della Regione Lazio, dove è emersa una volontà condivisa: non lasciare soli quegli inquilini.
“La vendita non è stata cancellata”, fanno sapere fonti regionali, “ma Ater ha accettato una proroga”. Il motivo? L’azienda ha bisogno di liquidità. Ma anche di una soluzione che non metta in strada chi, per anni, ha pagato affitti regolari (fino a 450 euro al mese) pur senza mai avere un contratto firmato in mano.

A spiegarlo è stato lo stesso commissario Ater, Orazio Campo, che ha elencato le emergenze ancora aperte: “Dall’Imu dovuta al Comune, alla morosità, al prestito regionale da 34 milioni da restituire”. E poi ci sono le storie di chi in quelle case vive da decenni, molti dei quali anziani, che ora temono di perdere tutto.
“Solo con un percorso condiviso si può risolvere questa complessa situazione abitativa”, ha detto Laura Corrotti, consigliera regionale e presidente della Commissione.
Ha ricordato come nel 2009, fu proprio la Regione a salvare il patrimonio immobiliare con un intervento da oltre 20 milioni di euro. Intervento a cui il Comune di Roma avrebbe dovuto partecipare con altri tre milioni, mai versati. “E oggi Roma Capitale pretende anche l’Imu sugli appartamenti, per circa un milione di euro”.
Non solo: è stato chiesto ad Ater di ospitare negli stessi immobili famiglie sgomberate da occupazioni abusive. Ater ha detto sì, per spirito di collaborazione. Ma ora chiede che ogni soggetto coinvolto – Regione, Comune e Municipi – si assuma le proprie responsabilità.
Da qui l’impegno dell’assessore alle Politiche abitative, Pasquale Ciacciarelli, a convocare un tavolo con tutti gli attori: Ater, Regione, Roma Capitale e gli enti di prossimità dell’VIII e del XII Municipio.
Nel frattempo, i comitati dei residenti hanno portato la loro voce in Commissione: preoccupati, ma determinati. Hanno parlato di anni passati a pagare affitti alti, senza tutele, senza certezze. “Vogliamo una soluzione dignitosa”, hanno detto.
E ora la palla passa alla politica. Il tempo è poco, ma la sospensione può diventare l’occasione per riscrivere le regole e mettere al centro le persone. Perché dietro ogni palazzina di periferia, dietro ogni affitto, ci sono vite che aspettano risposte.
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