Municipi: , | Quartiere:

Fabbrica del crack in un prefabbricato a Nettuno: sorpresi a confezionare le dosi, 5 arresti

I militari scoprono il laboratorio clandestino grazie a un insolito viavai. La droga era sul tavolo da lavoro e nascosta in una botola sotterranea nel terreno. In manette tre uomini e due donne residenti a Roma

Un insolito e continuo andirivieni di auto e persone in una zona isolata e periferica della città, lontano dai flussi turistici del litorale.

È stato questo dettaglio a insospettire i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Anzio che, supportati dai colleghi della Stazione locale, hanno fatto scattare un blitz fulmineo nelle campagne di Nettuno.

L’operazione si è conclusa con la scoperta di una vera e propria centrale clandestina per la produzione e il confezionamento di stupefacenti e con l’arresto in flagranza di cinque persone, tutte residenti a Roma.

I militari, dopo aver monitorato l’area, hanno fatto irruzione all’interno di un prefabbricato, cogliendo l’intero gruppo letteralmente con le mani nel sacco. All’interno della struttura, infatti, era stato allestito un vero e proprio laboratorio per il taglio e la pesatura della droga.

Il tavolo da lavoro e il nascondiglio sotterraneo

Lo scenario apparso agli occhi dei Carabinieri ha confermato immediatamente i sospetti investigativi. Su un tavolo centrale i cinque arrestati stavano manipolando e preparando le dosi da immettere sul mercato illegale.

La perquisizione approfondita del prefabbricato e delle aree esterne ha permesso di recuperare un ingente quantitativo di sostanza stupefacente:

Il crack sul tavolo: Una parte della droga era già sul bancone, pronta per essere inserita nei termosaldati.

La botola segreta: Il resto del carico era stato occultato all’esterno, all’interno di una botola sotterranea scavata nel terreno adiacente e mimetizzata tra la vegetazione.

In totale, i Carabinieri hanno sequestrato ben 1,8 chili di crack, oltre a bilancini di precisione, sostanze da taglio e tutto il materiale necessario al confezionamento industriale delle dosi.

In un’abitazione poco distante, riconducibile alla banda, sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati 900 euro in contanti, ritenuti il guadagno delle prime vendite della giornata.

Banda a conduzione familiare: scattano i trasferimenti in carcere

Il profilo delle persone finite in manette delinea un gruppo organizzato e intergenerazionale, composto da tre uomini (rispettivamente di 61, 54 e 26 anni) e due donne (di 46 e 50 anni), tutti trasferitisi dalla Capitale sul litorale per gestire l’attività illecita al riparo da occhi indiscreti.

Dopo le formalità di rito in caserma, gli uomini sono stati trasferiti nel carcere di Velletri, mentre le due donne sono state accompagnate nella sezione femminile della casa circondariale di Roma Rebibbia.

Tutti restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida davanti al Giudice per le Indagini Preliminari.

Le indagini proseguono per capire a quale mercato di destinazione — se a quello della movida del litorale o alle piazze di spaccio romane — fosse destinato il maxi carico di crack.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento