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Vigili del fuoco a Ostia, il Viminale gela il Campidoglio: «La ricostruzione della caserma spetta a Roma Capitale»

Via libera condizionato del ministero al trasferimento provvisorio nell'ex ostello Litus, ma sul recupero della sede storica la palla passa a Gualtieri

Con le temperature che sfiorano i livelli di guardia e il rischio incendi che incombe sulla pineta di Castelfusano, la sicurezza di Ostia e del litorale romano resta appesa a un braccio di ferro burocratico.

Lo sgombero d’emergenza dei Vigili del Fuoco dalla storica caserma di via Angelo Celli – dichiarata inagibile lo scorso 29 maggio dopo il crollo improvviso di un solaio – si è trasformato in un caso politico nazionale.

Al centro della contesa c’è il destino dell’ex ostello Litus, individuato come sede provvisoria, e soprattutto il portafoglio necessario a rimettere in sesto la vecchia caserma.

La spaccatura tra lo Stato e l’amministrazione capitolina è emersa con chiarezza in una lettera ufficiale inviata dal Ministero dell’Interno a Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio X. Un documento che mette fine alle interpretazioni e traccia una linea netta sulle rispettive competenze economiche.

L’apertura del Viminale sull’ex ostello Litus

Il ministero ha confermato la fattibilità tecnica del trasferimento temporaneo dei pompieri nei locali dell’ex Litus, la struttura all’interno dell’ex colonia Vittorio Emanuele sgomberata lo scorso aprile. Una soluzione caldeggiata anche dai sindacati del settore per accorciare i tempi d’intervento sul territorio.

L’accordo, tuttavia, prevede condizioni precise:

Il collaudo statico: Sarà una commissione tecnica del Comune di Roma a dover certificare preventivamente l’idoneità e la sicurezza strutturale dell’ex ostello.

La manutenzione ordinaria: Per questi interventi, necessari a rendere gli spazi operativi per i mezzi di soccorso, il Viminale si è detto pronto a coprire le spese.

Il vero nodo, però, riguarda la storica sede di via Celli. Su questo punto, il Viminale ha gelato le aspettative del Campidoglio, ricordando che la proprietà dell’immobile è di Roma Capitale. Di conseguenza, tutti gli interventi strutturali e di manutenzione straordinaria per ricostruire i soffitti crollati dovranno essere interamente finanziati dalle casse comunali.

L’opposizione attacca: «Campidoglio immobile e senza un piano»

La precisazione del Ministero dell’Interno scardina la linea tenuta finora dalla Giunta di Roberto Gualtieri che, pur avendo deliberato il trasferimento temporaneo al Litus a fine giugno, aveva implicitamente ipotizzato un sostegno economico governativo per la ristrutturazione della sede storica.

«La risposta del Dipartimento dei Vigili del Fuoco fa finalmente chiarezza e inchioda il Comune alle proprie responsabilità», attacca Giuseppe Conforzi. «Mentre lo Stato si muove con rapidità e si offre di finanziare l’adeguamento della sede provvisoria del Litus, dal Campidoglio registriamo un silenzio imbarazzante. Non c’è un progetto, non c’è una data d’inizio lavori e, soprattutto, non è stato stanziato un solo euro per salvare la caserma di via Celli».

I soccorsi di Ostia costretti a partire da Fiumicino

Sullo sfondo delle schermaglie politiche resta l’emergenza operativa. Attualmente, gli uomini del distaccamento di Ostia sono ripiegati nella caserma di Fiumicino, dall’altra parte del Tevere. Una dislocazione che, in una stagione critica per i roghi di sterpaglie e i soccorsi in mare, rischia di allungare pericolosamente i tempi di reazione delle autopompe.

La sistemazione all’ex Litus rappresenterebbe un polmone d’ossigeno fondamentale per rimettere subito in sicurezza il litorale, ma senza un accordo rapido sul piano di recupero della caserma storica, la sensazione è che la burocrazia rischia di tenere lontani i soccorritori da Ostia ancora per molto tempo.

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