

Il dramma a notte fonda in vicolo del Cinque. In manette un romano di 33 anni intercettato vicino a piazza Sonnino
Trastevere, le tre del mattino del 15 luglio. L’eco dei bicchieri infranti sull’asfalto comincia a spegnersi e il rione si prepara a riprendere fiato prima dell’alba.
Ma nel vicolo del Cinque, uno degli squarci più caratteristici e frequentati della movida romana, il silenzio non arriva.
C’è invece il rumore sordo di una colluttazione, seguito da due spari che rimbombano contro le mura storiche.
Pochi secondi di ordinaria, spaventosa follia estiva: un cameriere di ventisei anni, cittadino senegalese, finisce a terra sanguinante, colpito all’avambraccio. La sua colpa? Aver chiesto a un uomo di non usare la strada come un bagno a cielo aperto.
La vittima aveva appena concluso il suo turno di lavoro in uno dei tanti locali della zona. Una serata come tante, fatta di piatti da lavare, tavoli da sparecchiare e la stanchezza accumulata sulle gambe.
Uscito all’aria aperta, il ragazzo ha notato un trentatreenne romano intento a urinare a ridosso del muro del vicolo.
Un richiamo fermo, forse esasperato dall’ennesima scena di degrado quotidiano sotto le finestre del rione, è bastato a innescare la miccia.
La reazione del passante è stata immediata e spropositata. Dagli insulti si è passati rapidamente alle mani, con un corpo a corpo violento tra i sampietrini bagnati.
Poi, la svolta drammatica: il trentatreenne ha infilato la mano sotto la giacca, ha tirato fuori una pistola e ha fatto fuoco.
Il primo sparo: Un colpo esploso in aria, forse per intimidire il giovane lavoratore o per farsi largo.
Il secondo sparo: Premuto ad altezza uomo. Il proiettile ha centrato il ventiseienne al braccio, che istintivamente si era alzato per proteggersi la testa e il petto. Un riflesso vitale che probabilmente gli ha salvato la vita.
Mentre l’aggressore si dileguava di corsa tra le ombre dei vicoli, sul posto sono piombate le gazzelle dei Carabinieri della Compagnia San Pietro e del Nucleo Radiomobile, supportate dai militari dell’8° Reggimento Lazio.
Il ferito è stato trasportato d’urgenza in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo. Pur avendo riportato una ferita profonda, i medici hanno fortunatamente escluso il pericolo di vita.
La fuga del pistolero è durata pochissimo. Grazie alle descrizioni dettagliate fornite da alcuni passanti rimasti impietriti dalla scena, i militari dell’Arma hanno intercettato il trentatreenne a poche centinaia di metri dal vicolo, nei pressi di piazza Sidney Sonnino.
Bloccato e ammanettato, l’uomo è stato trasferito nelle camere di sicurezza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del processo per direttissima.
Nel frattempo, gli esperti della Sezione investigazioni scientifiche del Comando provinciale hanno passato al setaccio vicolo del Cinque per recuperare i bossoli e l’arma utilizzata, che l’aggressore potrebbe aver gettato durante la fuga.
Resta l’immagine drammatica di una Roma dove il rispetto per il decoro urbano e un semplice invito all’educazione possono trasformarsi, nel volgere di pochi istanti, in una questione di vita o di morte.
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