

Caccia ai pusher in via dell'Archeologia: le dosi di crack ed eroina erano nascoste nelle fioriere e sotto i sassi. Multe per oltre 10.000 euro a negozi abusivi e sporchi
Un sistema quasi invisibile, studiato nei minimi dettagli per sfuggire ai controlli e garantire un flusso continuo di dosi a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ma l’ultimo blitz della Polizia di Stato nel quadrante est di Roma ha scardinato l’ennesima centrale dello spaccio a cielo aperto.
Gli agenti del VI Distretto Casilino, supportati dalle Volanti, hanno passato al setaccio il cuore di Tor Bella Monaca, estendendo le verifiche alle stazioni della linea C della metropolitana e alle attività commerciali della zona.
Il bilancio finale dell’operazione descrive una periferia ancora stretta nella morsa della criminalità, ma presidiata con forza dalle istituzioni: tre spacciatori sono finiti in manette, mentre a carico di alcuni negozianti sono scattate sanzioni per oltre 10.000 euro per gravi violazioni amministrative e igienico-sanitarie.
Il fulcro dell’intervento si è concentrato in via dell’Archeologia, da anni epicentro delle piazze di spaccio del quartiere.
Qui i poliziotti si sono trovati di fronte a un’organizzazione metodica. La banda utilizzava un collaudato sistema di vedette posizionate agli angoli strategici dei palazzi, pronte a lanciare l’allarme al minimo sospetto.
Per evitare di essere trovati con la droga addosso in caso di perquisizione, i pusher avevano ideato una rete di nascondigli distribuiti nell’area pubblica: la droga veniva nascosta sotto le pietre, dentro le fessure dei muri o sepolta nella terra dei vasi di piante ornamentali.
Il piano dei malviventi è però fallito quando gli agenti, con una manovra a tenaglia, hanno circondato la piazza di spaccio. Nonostante i disperati tentativi di fuga tra i lotti popolari, tre persone sono state bloccate.
Nelle fioriere e addosso ai fermati sono state recuperate e sequestrate oltre cento dosi di droga, un vero e proprio campionario della tossicodipendenza: crack, cocaina, hashish ed eroina, oltre a circa 500 euro in banconote di piccolo taglio, considerate il guadagno delle vendite della giornata.

Accanto al contrasto al traffico di stupefacenti, i poliziotti hanno avviato una serie di ispezioni commerciali per tutelare la salute pubblica dei residenti del quartiere, riscontrando uno scenario di diffusa illegalità.
Su quattro esercizi commerciali controllati, due sono stati pesantemente sanzionati per un totale di undici violazioni amministrative. Le irregolarità riscontrate dagli agenti hanno riguardato:
Igiene precaria: Ambienti di conservazione dei cibi e di somministrazione sotto i livelli minimi consentiti dalla legge.
Abusivismo degli spazi: Ampliamenti non autorizzati dei locali per aumentare i coperti e la superficie di vendita.
Mancanza di tutele: Totale inosservanza degli obblighi informativi sugli allergeni nei menù, un rischio concreto per la sicurezza dei clienti.
Tutti gli arresti effettuati durante il blitz sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
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