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Esquilino, incubo finito per le donne: incastrato l’aggressore seriale delle passanti e dei treni

Il giovane fermato dagli agenti del commissariato. Viveva in una tenda a Colle Oppio

Un’ombra silenziosa che si muoveva tra i vicoli del quartiere Esquilino, nei vagoni dei treni regionali e tra i viali monumentali di Colle Oppio.

Un predatore imprevedibile che sceglieva sempre lo stesso bersaglio: donne sole, aggredite all’improvviso, senza un motivo, con una violenza cieca e gratuita.

L’incubo che per settimane ha tolto il sonno alle residenti del rione Umbertino e alle pendolari si è finalmente dissolto.

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Esquilino hanno eseguito una misura di sicurezza – emessa dal GIP del Tribunale di Roma su richiesta della Procura di Palazzo Clodio – nei confronti di un giovane, gravemente indiziato di essere l’autore di una lunga scia di violenze di genere.

L’uomo, rintracciato in un giaciglio di fortuna all’interno del parco di Colle Oppio, è stato sottoposto alla misura della libertà vigilata con l’obbligo tassativo di seguire un programma terapeutico predisposto dagli specialisti del Centro di Salute Mentale (CSM).

Un provvedimento che punta a curare la patologia psichica del giovane e, al contempo, a neutralizzare la sua pericolosità sociale.

La foto alla metro Cavour e il primo identikit

La svolta nelle indagini, coordinate dai magistrati della Procura di Roma, è arrivata all’inizio di maggio 2026. Una donna, mentre camminava per strada, è stata avvicinata dal giovane che ha tentato di colpirla con un violento pugno al volto.

Solo la prontezza di riflessi della vittima, che si è scostata all’ultimo istante, ha evitato il peggio: il fendente l’ha raggiunta alla spalla.

Le urla della donna hanno attirato l’attenzione di alcuni passanti. Mentre l’aggressore fuggiva verso la stazione della metropolitana “Cavour” per perdersi tra la folla dei pendolari, uno dei testimoni è riuscito a scattargli una foto di spalle con lo smartphone, immortalando i suoi vestiti. Quello scatto è diventato il primo tassello del mosaico investigativo.

Dallo jogging a Colle Oppio alle violenze sui treni

Analizzando i dettagli della denuncia, i poliziotti del Commissariato Esquilino hanno ricollegato il modus operandi ad altri episodi rimasti fino a quel momento isolati:

Il raid nel parco: Dieci giorni prima dell’aggressione di via Cavour, lo stesso uomo aveva preso di mira, senza alcuna provocazione, un gruppo di donne che si stava allenando all’aperto a Colle Oppio.

L’ossessione per la vittima: A confermare la pericolosità del soggetto è stata una seconda aggressione ravvicinata compiuta ai danni della prima denunciante, intercettata e molestata direttamente sul posto di lavoro.

La scia sui binari: Gli approfondimenti investigativi successivi hanno permesso di attribuire all’indagato altre quattro aggressioni consumate con le stesse modalità ai danni di altrettante passeggere a bordo di convogli ferroviari regionali.

Il ricovero in psichiatria e la misura del Gip

La caccia all’uomo si è conclusa all’interno delle rovine archeologiche di Colle Oppio. Lì, tra la vegetazione, gli agenti lo hanno scovato all’interno di una sistemazione di fortuna.

Considerate le evidenti condizioni di alterazione psicofisica dell’indagato, d’intesa con i PM, gli investigatori hanno inizialmente disposto il suo ricovero nel reparto di psichiatria di un ospedale romano.

Ora, con il provvedimento della libertà vigilata e l’affidamento obbligatorio alle cure dei medici del CSM, la magistratura ha voluto mettere un punto fermo.

Una decisione che tenta di bilanciare il diritto alla cura di un soggetto fragile con la necessità imprescindibile di restituire sicurezza alle strade del rione e alle tante donne che, per settimane, hanno camminato guardandosi continuamente alle spalle.

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