

Un volo d'angelo tridimensionale ad altissima definizione per digitalizzare, tracciare e certificare l'intero patrimonio urbano entro il 2027
Immaginate di poter osservare la Capitale dall’alto, ma con una precisione tale da poter contare i singoli sanpietrini.
Di poter navigare l’interno di una scuola in 3D o di ispezionare la rete dei sottoservizi direttamente dallo schermo di un computer.
Roma Capitale ha ufficialmente presentato Atlante, la nuova piattaforma tecnologica destinata a diventare il vero e proprio “Gemello Digitale” (Digital Twin) dell’intera area metropolitana.
Il debutto è avvenuto il 2 luglio 2026 in una cornice tutt’altro che casuale: il Museo della Forma Urbis sul colle Celio, nell’ambito della quarta edizione di Felicittà.
Un suggestivo passaggio di testimone storico tra la celebre mappa marmorea della Roma antica e la sua evoluzione digitale più avanzata.
Sviluppato con il supporto del partner tecnologico Almaviva (capofila di un raggruppamento di imprese che include E-Geos, Intellera, Tecninf e Geosystems), il progetto punta a unificare in un unico ecosistema i dati frammentati e gli archivi cartacei che fino a ieri non comunicavano tra loro.
Il motore di Atlante è un gigantesco rilievo aerofotogrammetrico ad altissima definizione che copre l’intero territorio comunale.
Con una risoluzione che oscilla tra 5 e 7,5 centimetri per pixel, la piattaforma offre una qualità fotografica che si colloca nella fascia più alta di precisione oggi raggiungibile a livello globale.
Non si tratta però di una semplice mappa visiva. Il sistema unisce dinamismo operativo e sicurezza:
Modelli 3D e BIM: La piattaforma integra modelli tridimensionali complessi (mesh 3D) e ambienti BIM (Building Information Modeling), consentendo ai tecnici comunali di effettuare misurazioni lineari e di superficie direttamente a video, con risultati verificabili al millimetro.
Certificazione Blindata: Ogni dato inserito, dalle planimetrie catastali alle informazioni patrimoniali, viene protetto e certificato tramite un’impronta digitale basata sull’algoritmo crittografico SHA2-256, che ne garantisce l’assoluta integrità e impossibilità di alterazione.
Struttura Aperta e Scalabile: L’architettura è stata progettata per essere “aperta”, pronta cioè ad accogliere in modo progressivo i flussi di dati provenienti da tutti i diversi dipartimenti di Roma Capitale.
Al momento del lancio, la piattaforma ospita già le informazioni relative a oltre il 60% del patrimonio immobiliare capitolino.
Gli uffici e i dipartimenti possono interrogare il sistema filtrando gli immobili per indirizzo, superficie, categoria e persino per stato di conservazione delle strutture.
Nel dettaglio, all’interno del maxi-contenitore sono già confluiti tre macro-archivi:
L’Atlante del Patrimonio: Il censimento completo dei beni di proprietà comunale.
L’Atlante delle Scuole in 3D: La mappatura tridimensionale degli edifici scolastici per ottimizzare manutenzione e sicurezza.
L’Atlante dei Sottoservizi: Il reticolo di tubature, cavi e infrastrutture sotterranee (consultabile, per ovvi motivi di sicurezza nazionale, esclusivamente dal personale autorizzato).
La tabella di marcia dell’amministrazione è serrata: il percorso di digitalizzazione andrà a regime entro il 2027, anno in cui il 100% degli immobili e delle infrastrutture comunali sarà totalmente integrato nel Gemello Digitale.
Durante la presentazione – caratterizzata da una proiezione immersiva a 270 gradi che ha proiettato gli spettatori in un volo virtuale sulla città – il sindaco Roberto Gualtieri ha espresso grande entusiasmo per questa rivoluzione silenziosa.
Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma: «Dotiamo la città di uno strumento strategico che segna un passo avanti decisivo nella trasformazione digitale. Vogliamo una città smart, ma anche più inclusiva e giusta, dove l’innovazione semplifichi i servizi pubblici e renda i dati accessibili a cittadini, famiglie, studenti, professionisti e imprese».
Un cambio di paradigma sottolineato anche dall’assessore al Patrimonio, Tobia Zevi, che ha ricordato le condizioni di partenza del progetto, iniziato tre anni fa:
Tobia Zevi, Assessore al Patrimonio: «Siamo partiti da una situazione caratterizzata da dati frammentati, faldoni cartacei e sistemi stagni che non dialogavano tra loro. Abbiamo ricostruito e unificato questo patrimonio informativo e oggi quel progetto compie un vero salto di qualità. Questo è il pilastro su cui poggerà la pianificazione urbana e la manutenzione di domani».
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