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Castel Gandolfo, piano zona La Mole: Consiglio di Stato rigetta ricorso Ministero della Cultura

Resta attuale il potere di valutare i singoli interventi ai sensi dell’art. 146 del D.Lgs. 42/2004

Il 10 Aprile scorso il Consiglio di Stato si è pronunciato sull’appello del Ministero della Cultura contro la sentenza del Tar del Lazio relativo al PEEP, il Piano di Edilizia Economica e Popolare in località Le Mole a Castel Gandolfo.

Come riportato dalla stessa sentenza del 10 aprile 2024 del Consiglio di Stato “Il Comune di Castel Gandolfo ed il Consorzio Le Mole hanno impugnato avanti il Tar per il Lazio il parere negativo del 31.3.2022 adottato, […], dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area Metropolitana di Roma e la Provincia di Rieti, avuto riguardo al progetto delle opere di urbanizzazione primaria, relativo al Piano di Zona per l’Edilizia Economica e Popolare denominato “Le Mole”, approvato con la deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 331 del 16.6.2016, in variante alle previsioni del P.R.G. comunale vigente”.

La sentenza del Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso in appello presentato dal Ministero della Cultura contro il provvedimento del Tar del Lazio che aveva accolto le ragioni delle cooperative in merito al diniego ricevuto da quest’ultime sull’esecuzione delle “opere di urbanizzazione primaria” con la seguente precisazione:

le ragioni addotte nel parere non possono portare alle conclusioni radicali ivi rassegnate, non potendosi inibire completamente qualunque genere di intervento, nel momento in cui questo risulta conforme al PTPR condiviso dallo stesso Ministero, dovendosi perciò confermare la statuizione di primo grado.

Resta attuale il potere di valutare i singoli interventi ai sensi dell’art. 146 del D.Lgs. 42/2004, dovendosi ritenersi possibile una valutazione anche negativa, purché questa attenga ad aspetti specifici e/o circoscritti e non si risolva, di fatto, nel vanificare gli atti pianificatori in precedenza formatisi”.


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