Catena Umana Intorno al Parlamento Italiano

Dal 29 settembre per "il risveglio della singola Coscienza del Cittadino"
di Marzia Tortosa - 8 Ottobre 2012

Il 29 settembre si sono presentati così, come un piccolo gruppo di sfollati con una decina di tende, che intorno alle 15.00 hanno iniziato questa nuova protesta, l’ennesima direbbe qualcuno, inutile direbbero in molti…
Nessuno, o quasi, ne ha mai sentito parlare, fino a qualche giorno fa, eppure dietro questa “manifestazione” c’è un lavoro iniziato a marzo: un gruppo di giovani ha organizzato, o meglio ha cercato di organizzare, una Catena Umana Intorno al Parlamento, libera da ogni ideologia, dalla violenza, dalla rabbia, solo in nome dell’Italia, un ideale patriottico, il loro, che si ribella alla famosissima Casta.

Cosa chiedono?

“Il nostro obiettivo principale è il risveglio della singola ‘Coscienza del Cittadino’ facendo sì che esso decida finalmente di passare dalle parole ai fatti. Il nostro è un percorso rivoluzionario che ci condurrà dal 29 settembre in poi, insieme a tanti fratelli e sorelle, a porre sotto ‘assedio’ Roma, per cacciare non solo i politici, ma tutti coloro che hanno condotto alla rovina il nostro paese, calpestando e violando ripetutamente la Costituzione ed i nostri Diritti fondamentali, a partire dal Capo dello Stato in giù, magistratura e mezzi d’informazione compresi…”.

Questo uno dei tanti appelli, di uno dei fondatori, della Catena, per ora ancora troppo breve per essere notata, troppo occultata per ricevere consensi.

Hanno comunicato per mesi e negli ultimi giorni attraverso Facebook e i numeri della pagina Catena Umana Attorno al Parlamento Italiano parlano chiaro: 49.600 mi piace e 85.225 persone ne parlano.

E se nelle prime ore di questo presidio ad oltranza, come loro lo hanno definito, hanno vissuto momenti difficili, per chi commentava scetticamente pensando fosse inutile, chi temeva la ‘solita’ “rivolta degli Indignatos”, chi cercava di boicottarla con account falsi, nelle ore successive hanno cominciato, grazie ai loro appelli, a ricevere consensi, aiuti e soprattutto hanno trovato qualche altro canale mediatico a loro disposizione. Giornali web, radio 105, youtube e altri gruppi su fb hanno iniziato a divulgare la notizia e le persone hanno iniziato ad arrivare, ad organizzarsi per farlo, a portare aiuti a questi “pochi ma buoni” che vogliono provarci, e soprattutto vogliono riuscirci! 
Nonostante gli ostacoli e le ordinanze sfornate ad hoc per loro, tipo quella emanata dal Sindaco Alemanno, lunedì 1 ottobre tra le “Disposizioni urgenti per garantire la tutela delle aree di pregio del centro storico”: In base a questa ordinanza, fino al 31 dicembre 2012 nelle aree “di particolare pregio storico, artistico, architettonico e culturale ricomprese nel perimetro della Città Storica di Roma” è fatto divieto di bivaccare, sistemare giacigli e sostare per consumare cibi o bevande. In caso di violazione dell’Ordinanza è prevista una sanzione da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro, ai sensi dell’articolo 7bis del D. Lgs. 267/2000; oppure come la totale assenza di linea 3g necessaria per la comunicazione dei post via facebook nell’area circostante Montecitorio.

Sulla bacheca tanti messaggi tipo questo:

Una romana
"E’ il momento dei calci nel sedere… l’altro ieri ho portato 4 persone, oggi lavoro/figlia, domani torno da voi. Porterò qualcuno con me, cercherò qualcuno… cosa vi posso portare che vi serve? Cibo? Alla faccia di Alemanno e delle sue ordinanze del piffero… Acqua? Che vi serve? Penso di arrivare verso le 3 prima devo lavorare. Fatemi sapere se vi serve qualcosa e cosa. Un abbraccio."

Gli Italiani cominciano a crederci insomma e forse iniziano ad uscire dall’immagine sociale di un popolo di “pecoroni”, e ognuno fa quel che può, malgrado ci si accosti sempre in punta di piedi di fronte a queste iniziative, perché c’è ancora chi il lavoro non l’ha perso, chi ha dei figli, chi non è maggiorenne e chi preferisce stare a guardare!

Loro, quelli della Catena Umana (li conosciamo così), rispettano e soprattutto aspettano e sono pronti a mettersi in discussione, ad evitare di fare troppo “baccano inutile” , per non perdere mai di vista il loro obiettivo e perché probabilmente a loro non interessa la popolarità.
Uno dei loro ultimi post citava: “All’unanimità abbiamo deciso che se sabato 6 ottobre riusciamo a piazzare le nostre tende davanti e tutto intorno al Parlamento accampandoci lì ad oltranza noi siamo pronti sin d’ora a rinunciare a questa non Pagina, dimenticare il nostro logo ed il nostro nome. Non servono leader ma ‘siate bussole e fiammelle’ e in particolar modo siate tutti ‘piccoli fiori’… ‘VIA LA CASTA DA MONTECITORIO’.
Appendete lenzuoli dai balconi, diffondete i video, parlatene nelle vostre case, nelle vostre scuole, nei posti di lavoro e ovunque purché ‘tutte le gocce cadano sulla stessa pietra’," il tutto allegato ad una foto con un bambino che corre sui colori della pace.

A noi “il dovere” di informare, ai cittadini la scelta consapevole di sostenerli!


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