Che fine ha fatto lo “Scuolabus a Piedi”?

Un nostro lettore ci fa notare la mancata riattivazione di un servizio che funzionava. Scorzoni: "con me c'era, ora non so!"
di Massimiliano Napoli - 17 Ottobre 2008

E’ stato un nostro lettore – S.T. – a farci notare che quest’anno, molto probabilmente, non sarà più attivato uno dei servizi del Comune di Roma che ha riscosso più successo (almeno in alcune zone, come quelle dell’VIII Municipio): lo “Scuolabus a Piedi”.

Attivato circa due anni fa dall’Assessorato alle Politiche di Promozione della Famiglia e dell’Infanzia – Dipartimento XVI del Comune di Roma, il servizio “Scuolabus a Piedi” nasce e viene sponsorizzato come un modo “sicuro, divertente e sano” per andare a scuola la mattina. Il funzionamento è banale quanto efficace e si basa sul supporto di una serie di giovani operatori di associazioni specifiche che, ogni mattina, raccolgono e accompagnano i bambini a scuola a piedi, munendoli di pettorina catarifrangente e badando alla loro sicurezza. In questo modo non solo si liberano i genitori dal problema di accompagnare a scuola i figli, e dunque del traffico, del posteggio, dello stress… ma si viene incontro anche alla salute psico-fisica del bambino che ogni mattina, dopo la colazione, si troverà ad effettuare una buona passeggiata con i propri compagni di scuola.

«All’inizio di ogni anno, – ci informa S.T. – veniva effettuato un sondaggio per verificare il numero delle famiglie interessate e pianificare il percorso». Ed infatti si legge nella documentazione on-line del Comune che questa era effettivamente la prima fase del progetto, che si svolgeva con addetti del Comune, del Municipio, dei Vigili Urbani, delle scuole e dei genitori. Successivamente – una volta quindi stabilito il tracciato, i “punti di ritrovo”, gli orari e quant’altro – il servizio entrava effettivamente in funzione. Ed ha funzionato, a quanto pare! Dato che oggi se ne sente la mancanza.

Quest’anno, infatti, l’avviso per il consueto sondaggio non è mai arrivato, né altri tipi di comunicazioni riguardo modifiche o sospensioni del servizio. Così S.T. tenta di mettersi in contatto con il Dipartimento XVI, promotore del progetto. «L’addetto mi ha comunicato che in quel momento non sapevano nulla, ma di non preoccuparmi e richiamare verso la metà di ottobre». Alla seconda chiamata però S.T. si sente rispondere che il problema riguardava dei «pagamenti relativi al servizio dello scorso anno, che hanno provocato un ritardo nella pianificazione per quest’anno». Anche questa volta S.T. è stato rassicurato sull’entrata in funzione del servizio, ma di date non se ne parla.

Così abbiamo provato noi ad informarci, sia in Municipio che in Comune, ma lo Scuolabus sembra destinato a restare in un limbo d’incertezza. Così chiediamo all’ex presidente del Municipio VIII, Fabrizio Scorzoni, che sorprendentemente risponde con un rincuorante «sì, conosco il servizio». Chiediamo allora spiegazioni e scopriamo che lo “Scuolabus a Piedi” non era stato attivato in tutto il Municipio, ma solo in alcune zone, poiché – sottolinea l’ex presidente – «questo servizio necessita di aree ben fornite di marciapiedi, perché i bambini accompagnati devono stare in sicurezza» e nel nostro territorio siamo in forte deficit di marciapiedi data la sua peculiarità di possedere molte zone nate «spontaneamente, per non dire abusivamente». Ma la sorte di questo servizio resta un mistero anche per Scorzoni. «Era un servizio utile e non particolarmente costoso, che noi abbiamo messo in atto. Ora non so se verrà riattivato. Forse – ipotizza infine – dovranno cambiare i soggetti», cioè quell’insieme di associazioni e privati coinvolti nel progetto.

A questo punto non possiamo non augurarci che, un servizio intelligente come lo Scuolabus che funziona davvero, riprenda il più presto possibile a marciare. Nel frattempo, cari genitori, armatevi di santa pazienza e qualche litro in più di carburante…


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