Municipi:

Coldiretti Lazio, dopo tre settimane di sollecitazioni alla Regione: esposto alla repressione frodi

"Stop a latte di bufala congelato, cagliata estera e utilizzo improprio del Fusore"

“Notevoli giacenze di latte di bufala e di cagliate anche provenienti da altri paesi il cui illecito impiego costituisca la ragione di alterazione dei prezzi alla stalla”. Così in presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, in un esposto inviato a Felice Assenza, Capo Dipartimento dell’ICQRF, l’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari del ministero dell’Agricoltura sovranità alimentare e foreste, per chiedere un suo intervento a riguardo. Una situazione che sta determinando un abbassamento del prezzo del latte alla stalla e mettendo a rischio il futuro delle aziende che operano nel settore.

Coldiretti Lazio, unica organizzazione a lanciare l’allarme alla Regione Lazio, già nella lettera inviata lo scorso 24 settembre per sollecitare la convocazione di un Tavolo di crisi, chiede ora alla Repressione Frodi di intervenire urgentemente “con una ampia azione di controllo” sul comparto del latte bufalino, che nel Lazio sta attraversando una grave crisi.

Una crisi che stanno vivendo in particolare le imprese di allevamento già interessate dalla diffusione della brucellosi e dai conseguenti provvedimenti di abbattimento di numerosi capi con riduzione della produzione.

E proprio in ragione di questa grave difficoltà che ha colpito il settore: “si ritiene opportuno procedere ad una verifica mirata dei sistemi di tracciabilità – prosegue Granieri – e di corretta indicazione della provenienza dei prodotti destinati alla trasformazione nella filiera certificata, anche in relazione alla necessaria corrispondenza con le razze bufaline dichiarate secondo le regole del disciplinare. Per questo è importante che al tavolo di crisi siano presenti sia il consorzio che la grande distribuzione organizzata”.

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