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Contro i nuovi centri commerciali cresce la protesta di esercenti e minisindaci

Il presidente del VII Mastrantonio parteciperà alla manifestazione del Cna del 21 novembre 2011
di Maria Giovanna Tarullo - 17 Novembre 2011

La prima fotografia sulla realtà commerciale della Capitale. Così definisce l’assessore alle Attività Produttive di Roma Capitale Davide Bordoni il nuovo piano del commercio, anticipato lo scorso 15 novembre 2011 sul quotidiano "La Repubblica", che prevede l’apertura di 16 nuove megastrutture di cui 8 già autorizzate ed altre 8 in attesa di approvazione.

Una fotografia che ha creato roventi polemiche, soprattutto all’interno della comunità dei piccoli commercianti, e forti preoccupazione da parte dei presidenti dei municipi che dovranno fare i conti con l’invasione del popolo dei centri commerciali nonostante le condizioni precarie delle strade presenti sul territorio o in alcuni casi assenti del tutto.

Questo è il caso del minisindaco del VII municipio Roberto Mastrantonio, pronto a scendere in piazza il prossimo 21 novembre accanto ai piccoli imprenditori nel corso della manifestazione organizzata dal Cna. Mastrantonio ha infatti dichiarato: "Nel raggio di un chilometro quadrato ci ritroviamo con 50 mila metri quadrati di megastore. Due sono già stati autorizzati sulla Prenestina Bis (comparto Mce 13.820 mq -comparto Mf 5.900 mq), uno è in attesa dell’ok dalla conferenza dei servizi e sarà su via diTor Tre Teste (13.834 mq), altri sono in programma a Tor Cervara (9.969 mq) e a Torre Spaccata (5.550 mq)".

"Questo vuol dire uccidere i piccoli commercianti – continua Mastrantonio – Senza contare i problemi di viabilità: ricordo che la Prenestina Bis è ‘la strada che non c’è’ visto che il Comune non ha i soldi per costruire l’allaccio con il Grande Raccordo Anulare, comporterà che fiumi di auto viaggeranno su un’arteria a sei corsie per poi immettersi in una via a due. Immaginate gli ingorghi.
Quindi come si farà? Forse i privati che costruiranno il centro tireranno fuori anche i 7 milioni di euro che servono per fare lo svincolo?"

Il nuovo piano del commercio, che verrà presentato la prossima settimana da Bordoni in Giunta Comunale, "pur non potendo intervenire – come ha dichiarato – sulle aree pre-destinate ai megastore nella precedente amministrazione Veltroni intende puntare sulla valorizzazione dei centri commerciali naturali appoggiando quelle strade votate per tradizione allo shopping investendo delle risorse. Mentre per quanto riguarda le autorizzazioni che verranno richieste in futuro si è deciso di introdurre un limite a percentuale a seconda della densità della zona"

Quindi il futuro, come sempre è roseo.. Peccato che il presente sia costituito da piccoli e medi esercizi commerciali e artigianali che hanno dovuto chiudere le loro attività o che saranno costrette tra non molto a farlo a causa dei centri commerciali già autorizzati e che si continuerà ad autorizzare portando così allo sterminio delle piccole e medie attività?
 


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