Corridoio della Mobilità o dell’Immobilità (istituzionale)?

Permangono parecchie criticità da risolvere. La protesta di cittadini e commercianti del quartiere Giuliano-Dalmata
Brunella Bassetti - 22 Ottobre 2019

Grande affluenza e una attiva partecipazione di cittadini e commercianti – questa mattina 22 ottobre 2019 – sulla Via Laurentina, all’altezza dell’incrocio con Via Cippico: uno dei varchi “storici” per accedere al quartiere Giuliano-Dalmata.

A distanza di pochi mesi (l’ultima protesta risale allo scorso 8 aprile con il servizio realizzato da RAI TRE “Buongiorno Regione”) l’ennesima iniziativa – partita dal basso – per far sentire la propria voce e reclamare semplici e piccoli aggiustamenti relativi al nuovo Corridoio della Mobilità Laurentina-Tor Pagnotta che, nell’ultimo tratto in questione, crea notevoli disagi di varia natura.

Una impresa faraonica (e, altrettanto, dispendiosa) che ha visto la luce dopo quasi dieci anni; partita con rumore di grancassa sembra – ora – aver partorito il “topolino”.

Solo il tempo sarà galantuomo; per ora – a circa quattro mesi dall’inaugurazione della linea 74 (le restanti linee 72 e 73, per adeguamento di alcune fermate sono gestite con bus a metano anziché con filobus) – permangono parecchie criticità da risolvere.

Cerchiamo di vederle in dettaglio.

L’intero progetto nasce, soprattutto, per migliorare il trasporto pubblico in zone periferiche e ridurre le emissioni inquinanti nell’aria. Il tratto più critico permane quello compreso tra Piazzale Douhet e incrocio Via Laurentina-O.Sinigaglia e Umanesimo. In pochi metri (non si arriva al chilometro) le “buone intenzioni” iniziali – stante così la situazione – vengono disattese completamente.

La creazione di corsie preferenziali, nei due versi di marcia, a “singhiozzo” o a “zig zag” non solo intensificano già il notevole flusso di traffico ma, nella realtà, costringendo il filobus a spostamenti da una corsia all’altra rallentano la sua corsa creando, anche, situazioni di pericolo per le auto incolonnate. Sicuramente, la scelta di fare un’unica corsia preferenziale avrebbe creato un “tappo” in questa importante arteria viaria ma, decisamente, questa soluzione adottata non si riesce a comprenderla del tutto. Anche perché più traffico uguale a più emissioni inquinanti, uguale a maggiore tempo di percorrenza del filobus stesso.

Inoltre, con la nuova segnaletica stradale, un intero quadrante del Municipio IX (l’intero quartiere Giuliano-Dalmata e zone limitrofe) rimane difficilmente raggiungibile. Procedendo da Piazzale Douhet, in direzione G.R.A., avendo chiuso i varchi d’ingresso di Via dei Sommozzatori e di Via Cippico si è costretti (facendo la fila a ben “3 o 5” semafori) ad arrivare al primo incrocio (Via Laurentina/Via degli Artificieri) di inversione di senso di marcia. È vero sono pochi metri ma, soprattutto, nelle ore di punta questo “traffico locale e non” (ricordiamo che in questa zona ci sono numerose scuole di ogni ordine e grado) sommato al “traffico periferico” pendolare, sicuramente non crea una viabilità a scorrimento veloce né tantomeno facilita la riduzione di emissioni inquinanti.

Una lunga battaglia che accomuna non solo i residenti ma anche i commercianti che, nonostante i numerosi centri commerciali della zona, cercano ancora di resistere. Con il nuovo assetto viario, la riduzione delle aree di parcheggio e/o di sosta per carico e scarico stanno vedendo notevolmente ridotto il loro flusso di affari.

Le soluzioni – supportate e suggerite da associazioni di quartiere e di categoria – sono state presentate più volte e, addirittura, “riconosciute valide e risolutive alternative” dal Consiglio Municipale Roma IX. Manca l’ultimo anello della catena istituzionale e burocratica, quello più importante e decisivo. “Dialogare” con i propri cittadini è essenziale: “Sindaca, ci vediamo in Campidoglio!”.

 

Brunella Bassetti


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti