Cosa c è dietro il devastante progetto del Mercato via dei Meli viale del Grano e Locorotondo

Riceviamo e pubblichiamo - 24 Novembre 2008

Dal consigliere e presidente della Commissione Personale del VII municipio  riceviamo e pubblichiamo una serie di osservazioni su un progetto relativo all’area tra via del Campo e via del Prato sulla quale attualmente sorge un giardino pubblico e sul quale si intende realizzare un plateatico con sottostanti box auto:

"Tutti gli atti preparatori all’eventuale approvazione del Centro integrato risalgono nell’arco temporale di validità del vecchio PRG e nel periodo di transizione successivo all’adozione del Nuovo PRG.
Nelle more dei lavori non si è addivenuti alla stesura ed al recepimento delle norme di attuazione di detto piano integrato tanto che nel Nuovo PRG questo non è stato inserito tra i progetti strutturanti a centralità locali ma  viene indicato genericamente tra le destinazioni della città da ristrutturare con destinazione a verde pubblico e servizi pubblici di livello locale anche se perimetrato dai pallini identificanti le centralità locali.
Per la totalità dell’area è possibile progettare le destinazioni per esse indicate: verde pubblico e servizi pubblici di livello locale.
Tale destinazione non permette più l’approvazione del Centro Integrato comprendente la cubatura accessoria, leggasi Privata, ipotizzata nel negli elaborati progettuali in discussione.

Premesso questo si vuole far rilevare:

Fresco Market
Fresco Market

1. si ipotizza l’approvazione del progetto anteriormente all’indizione della conferenza dei servizi esterna (conferenza decisoria);

2. l’approvazione del progetto in fase di preparazione della successiva conferenza decisoria statuisce che il progetto può essere approvato solo attraverso un cambio di destinazione urbanistica delle aree, la M3 al posto della N, e quindi già si vanifica l’eventuale approvazione del progetto stesso;

3. si tenta di far passare il principio, per la prima volta, che le strutture costituenti i banchi e quelle di copertura, da considerarsi smontabili, non costituiscano cubatura e se nel caso contrario la cubatura di tali strutture dovrà essere considerata in diminuzione da quella complessiva.

4. è certo e conclamato in ogni risoluzione e atto amministrativo e tecnico che ogni struttura posta fuori terra, comunque realizzata ( anche se smontabile) costituisce cubatura e quindi il corpo accessorio risulterebbe sopra dimensionato;

5. le destinazioni d’uso del Corpo accessorio sono incompatibili con il mercato in quanto in esso risultano ipotizzate le destinazioni commerciali in antitesi e concorrenza con il mercato stesso;

6.Le ulteriori destinazioni : Ricreativo e Amministrativo, leggasi Palestra e Uffici, non sono connesse alla destinazioni d’interesse pubblico previste nella normativa ma strettamente a carattere speculativo per le quali si ipotizza proprio il Projget Financing;

7. le destinazioni terziarie private ipotizzate contrasterebbero con la destinazione urbanistica prevista nel resto del contesto urbano locale prevista come città da ristrutturare a destinazione prevalentemente residenziale.

8. l’inserimento di ulteriori strutture di vendita andrebbe ulteriormente ad aggravare la condizione socio economica delle strutture commerciali storiche alle quali si sottrarrebbe ulteriore clientela già decimata dal limitrofo centro commerciale di via Casilina e di via delle Ciliegie. Tanto vale che si prevedesse per delibera la chiusura delle piccole strutture di vendita in essere sul territorio limitrofo

Si fa rilevare che analoghe iniziative che prevedono l’impianto di plateatici sono destinate a diminuire in considerazione del fatto che gli operatori tendono a lasciare inutilizzati i banchi ed nulla valgono le iniziative di inserire strutture amministrative comunali o, come ipotizzato sportelli avanzati P.T. .

Dal punto di vista urbanistico si è potuto riscontrare che nella prevista variante che cambierebbe le destinazioni M3 e N deciderebbe inoltre uno stralcio dalla destinazione pubblica di un lotto libero di terreno oggi facente parte della particella 158 andando ad inserirlo nel contesto della città da ristrutturare con “a destinazione prevalentemente residenziale” per la quale si può agevolmente prevedere una sua prossima edificazione a danno delle superfici a servizio che non verranno rispettare nella variante urbanistica. In altri termini mentre la delibera approvativa del centro integrato e le prescrizioni date dagli uffici prevedevano di mantenere inalterate le superfici delle due destinazioni .

In ultimo si fa rilevare che nella documentazione inserita nel fascicolo manca: il piano d’esproprio e tutti gli elaborati progettuali così come elencati nella delibera stessa.

Chiedo quindi ai commercianti e abitanti del Quartiere Alessandrino di riflettere su tale documento e firmare il fermo di tale scempio del Parchetto.


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