

Manifestazione organizzata dall’Associazione Eventualmente con il contributo del Sesto Municipio ed in collaborazione con il Comitato Torpignattara
Non mi è facile scrivere sulla scuola Carlo Pisacane. A mio parere si è già scritto troppo e male. Un argomento stiracchiato da tutte le parti per farne un vessillo di questa o quella fazione politica desiderosa di cavalcare l’emotività legata a certe delicate questioni per fini strumentali e propagandistici. La Pisacane, all’esterno delle sue mura, ha cessato da tempo di essere trattata come una scuola per diventare un terreno di scontro, una discriminante politica, un facile e vulnerabile pretesto su cui impiantare irresponsabili e vuote polemiche prontamente strombazzate dai giornali nell’intento di vendere qualche misera copia in più. Sulla Pisacane hanno sproloquiato tutti, anche chi probabilmente si guarda bene dal metterci piede.
Ho ancora nelle orecchie le incredibili esternazioni dei politici che discettavano, dizionario alla mano, sulla definizione da dare al vocabolo “straniero”. Per non parlare delle levate di scudi dagli opposti schieramenti sulla questione del nome da dare alla scuola. Di fronte alla proposta, di cui peraltro non si sentiva il bisogno, di intitolarla a un pedagogo giapponese si è gridato allo scandalo, già allo scandalo. Ma lo scandalo vero sta nel fomentare il conflitto anche su inutili e sterili questioni terminologiche, che probabilmente non interessano a nessuno, senza mostrare alcun rispetto per il ruolo istituzionale della scuola e per la sua delicatissima e vulnerabile fascia di utenza. Patetico, squallido, vergognoso. Come certe scellerate definizioni impresse come un marchio indelebile: “Torpignattara: banlieue” “scuola Pisacane: ghetto”. Definizioni pesanti dispensate come sentenze con cui viene mortificata la dignità dei cittadini, grandi e piccoli, che qui vivono con la sensazione di essere stati dimenticati e di vedere negata a questa porzione della città, posta a due passi dal centro, il diritto di farvi parte.
Sarebbe molto più onesto riconoscere che tali etichette sono artatamente attribuite solo per giustificare l’incapacità o il disinteresse a gestire le complesse dinamiche di questo territorio. Vorrei precisare che la condizione di marginalità sottesa ai termini “ghetto” e “banlieue” non è atavica o legata alla qualità degli abitanti di Torpignattara o, nel caso della Pisacane, dei suoi scolari, ma è frutto di una deprecabile combinazione di isolamento mediatico e inerzia istituzionale. Isolamento mediatico perché i media si occupano di Torpignattara solo per sfruttare il clamore dei fatterelli di cronaca o delle facili etichette senza alcun interesse ad indagare la genesi e le responsabilità di certi fenomeni. Inerzia istituzionale perché dietro ad argomentazioni mistificate e strumentali si cela il disinteresse e l’incapacità di riconoscere e valorizzare le enormi potenzialità storiche architettoniche culturali e umane di questo quartiere di cui la Pisacane è parte integrante. Molto più semplice schedare un territorio e, ahimè una scuola, con un marchio senza appello piuttosto che investire sulle sue potenzialità. Con la nefasta conseguenza di rimarcare l’isolamento e accrescere le distanze.
Nel caso della Pisacane sarebbe utile capire perché chi ha precise responsabilità istituzionali invece di cercare con azioni concrete e responsabili di rimuovere la cortina di diffidenza e il clima di isolamento che la accerchiano fa invece di tutto per alimentarli. Per fare un esempio e scendere sul “piano del fare” tanto millantato dalla classe politica, c’è da chiedersi perché lo splendido giardino della scuola Pisacane è parzialmente chiuso e la ludoteca costruita lì, anni or sono, è tuttora inagibile. Invece di lasciarli marcire, accampando le solite fumose ragioni burocratiche, bisognerebbe interrogarsi sul perché non vengano resi disponibili ai bambini della scuola e, al di fuori dell’orario scolastico, all’intero quartiere che ha un estremo bisogno di spazi di socializzazione. Così si renderebbe un servizio ai cittadini e nel contempo si contribuirebbe a restituire, attraverso la conoscenza e la frequentazione, una corretta percezione della scuola Pisacane altrimenti confinata nell’immagine negativa frutto di sconsiderate crociate ideologiche.
Il riscatto di Torpignattara passa anche dalla scuola Pisacane che è una risorsa su cui investire e non un manifesto elettorale da agitare per finalità che hanno poco a che vedere con i veri bisogni dei cittadini di oggi e soprattutto di domani. Il comitato Torpignattara con la manifestazione “IL TEMPO RITROVATO” vuole contribuire, in occasione del Natale, a fare della scuola Pisacane un polo di socialità e condivisione per il quartiere e soprattutto per i bambini , che al di là di qualsiasi retorica, sono il nostro futuro. Tutti i bambini, ma proprio tutti: alti, bassi, magri, grassi, biondi o bruni.
La manifestazione organizzata dall’Associazione Eventualmente con il contributo del Sesto Municipio ed in collaborazione con il Comitato Torpignattara si terrà, a partire dal 16 novembre, presso l’edificio della scuola Carlo Pisacane in via Policastro 24 in base al seguente programma:
– 16-23-30 novembre e 7-14 dicembre, ore 17
LABORATORIO GRAFICO-PITTORICO e di MANUALITA’ per bambini della scuola primaria. A cura di Alessandra Forte
– 10 dicembre, ore 17
YOGAMICO: lezioni e pratiche su fiabe e asanas per bambini dai tre anni in su. A cura di Sara Mecchia, Presidente dell’Associazione Pianeta Psiche
– 11 dicembre:
Ore 10,30: NARRANDO LA MAGIA DEL NATALE: Storie, fiabe e filastrocche a cura di Fausta Manno, attrice di prosa
Ore 17,30: SPETTACOLO TEATRALE “IL MAGO DI OZ” a cura della compagnia “Altri 5 minuti”
– 18 dicembre, ore 17,30
CONCERTO DI NATALE CON LA PARTECIPAZIONE DEL RAPPER AMIR
– 19 dicembre, ore 16,30
PREMIAZIONE DEL CONCORSO “La più bella letterina a Babbo Natale”
La partecipazione a tutte le attività è gratuita.
Info:www.associazioneventualmente.it; [email protected]; [email protected]
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