Diritti civili, per il PD a Roma servono proposte concrete

Battaglia: "Vogliamo ottenere reali passi in avanti, sostenere provvedimenti concreti, non atti simbolici privi di conseguenze pratiche. Il registro delle unioni civili non avrebbe nessuna conseguenza pratica immediata per chi vive in una coppia di f
dal sito Ulivo roma - 9 Dicembre 2007

In primo luogo il riconoscimento delle tante cose fatte in questi anni nella nostra città sul tema dei diritti delle persone e delle pari opportunità, perché «Roma è una città moderna che già riconosce appieno il concetto di famiglia anagrafica in ambiti importanti come l’assegnazione di alloggi popolari o l’iscrizione dei bambini agli asili nido. E poi una richiesta al Parlamento di legiferare in tempi ragionevolmente rapidi sulla questione delle unioni civili, ma anche l’impegno a costruire una delibera quadro che metta a sistema tutta la materia per quanto riguarda l’amministrazione comunale, ovvero a partire dall’offerta di servizi. Sono questi i tre punti fondamentali su cui si basa la proposta del gruppo capitolino e del Partito Democratico di Roma sui diritti civili. E «su questa proposta – spiega il capogruppo Pino Battaglia – chiediamo a tutte le forze di maggioranza di aprire un’ampia discussione per raggiungere insieme un risultato comune».

Primo obiettivo: «Evitare un muro contro muro che dannegerebbe innanzitutto chi attende il riconoscimento di un diritto, uscire dalla sterile muscolarità degli opposti irrigidimenti ideologici». Di qui l’invito alla maggioranza a «tentare un percorso comune ancora possibile». Se, invece, «si vorranno sottoporre subito al voto dell’aula le due delibere per l’istituzione del registro delle unioni civili, che non condividiamo, trasformeremo la nostra posizione in un ordine del giorno e ci conteremo. Ma finché non ci sarà il voto sulle delibere, non ci sarà nessun ordine del giorno».

Un’apertura al confronto che punta ad evitare un epilogo negativo per tutti, quello di un voto con una maggioranza divisa e una destra decisa a bloccare qualsiasi provvedimento. Il presupposto è il netto «no» del Pd alle due delibere sull’istituzione del registro delle Unioni civili: «Sul tema dei diritti – spiega Battaglia – vogliamo ottenere reali passi in avanti, sostenere provvedimenti concreti, non atti simbolici privi di conseguenze pratiche. Dobbiamo dirci la verità, e la verità è che il registro delle unioni civili non avrebbe nessuna conseguenza pratica immediata per chi vive in una coppia di fatto. Le delibere, così, diventano essenzialmente uno strumento di lotta politica, producendo danni».

Una posizione, quella espressa dal capogruppo, condivisa da tutti i consiglieri. Battaglia afferma con decisione che nel Pd «non c’è nessuna difficoltà a parlare di unioni civili, il Pd non sta cercando di sottrarsi al tema». E tanto meno è diviso al suo interno. Anzi, «la rappresentazione di una contrapposizione fra ex e di un partito impegnato in una difficile composizione delle sue diverse anime appare caricaturale».

Accanto al capogruppo capitolino, nella conferenza stampa di giovedì, anche il neo coordinatore romano Riccardo Milana: «Il nocciolo di una politica riformista – sottolinea – è produrre fatti, non agitare drappi ideologici».


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