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Fede, macerie e rinascita: così Isola Farnese prova a rialzarsi (con l’aiuto di una Santa)

Dopo le frane invernali che hanno bloccato per settimane l’unica via d'accesso al borgo del Municipio XV, la comunità locale riparte tra i cantieri del costone roccioso e quattro giorni di eventi, con l'arrivo dell'urna di Teresa di Lisieux e le testimonianze in parrocchia

Un borgo arroccato sulla roccia, stritolato prima dal fango e poi dai ritardi della burocrazia. Isola Farnese, minuscolo gioiello medievale incastonato nel Municipio XV della Capitale, cerca la via del riscatto dopo mesi di isolamento forzato.

E per farlo scommette su una ricetta singolare: la forza della comunità e un’iniezione di spiritualità d’eccezione, affidandosi all’esposizione straordinaria delle spoglie di Santa Teresa di Lisieux.

Dal 13 agosto, la chiesa parrocchiale di San Pancrazio Martire diventa il fulcro di quattro giorni di preghiera, incontri e dibattiti. Si parte con la celebrazione officiata dal vescovo Gianrico Ruzza, seguita dal contributo della giornalista Rai Costanza Miriano sul network di preghiera “Monastero WiFi”. Nel giorno di Ferragosto spetterà invece a don Patrizio Milano, sacerdote ed esorcista della diocesi romana, celebrare la funzione dedicata all’Assunta.

Un programma che punta a richiamare fedeli e visitatori in un territorio ferito. L’inferno per il quartiere a nord di Roma era iniziato lo scorso 8 gennaio, quando le piogge battenti avevano provocato il primo cedimento di tufo e argilla lungo via di Isola Farnese.

Immagine di repertorio

Poi il raddoppio, paradossale: il 29 gennaio, proprio mentre le squadre erano al lavoro per posare le reti di contenimento, una valanga di sassi, terra e detriti si è staccata dalla scarpata sovrastante, proprio sotto la sagoma del Castello.

Risultato? L’unica via d’accesso al paese spazzata via e sbarrata per settimane persino ai pedoni, lasciando i residenti in un limbo di totale inaccessibilità.

Per rivedere un minimo di passaggio veicolare c’è voluta un’ordinanza firmata dal sindaco Gualtieri ad aprile, mentre i cantieri veri e propri per la stabilizzazione della parete rocciosa hanno preso il via soltanto poche settimane fa.

Tra cantieri ancora aperti e ferite del territorio bene visibili, il borgo prova ora a ritrovare la sua dimensione, aggrappandosi alle sue radici e alla speranza di un rilancio definitivo.

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