Food delivery: Roma è la seconda città per crescita nell’utilizzo delle app

M.R. - 11 Luglio 2019

La consegna di cibo a domicilio è un fenomeno in rapida espansione in tutta Italia e si fa sempre più forte anche nella capitale.

Oggi il food delivery è diventato un vero e proprio must che coinvolge un numero sempre più elevato di persone. Basti pensare a cosa sta succedendo a Roma, la seconda città (dopo Milano) in quanto a consegna di cibi a domicilio. E in fondo, per chi abita nella Capitale, basta semplicemente sporgersi dalla finestra per veder sfrecciare decine di rider in bicicletta, pronti per soddisfare le voglie culinarie dei romani. Naturalmente, quando si parla di food delivery, subito vengono in mente le app: oggi, infatti, il cibo lo si ordina principalmente così.

La crescita del business delle app di food delivery

In base alle ricerche di settore, pare proprio che la moda delle app di food delivery sia esplosa in tutta la sua potenza.

Stando alle segnalazioni di Semrush, infatti, ormai gli italiani su Google cercano sempre di più “cena a casa” piuttosto che “cena al ristorante”. E le app, quindi, diventano il canale preferenziale per ordinare il proprio cibo preferito a domicilio: c’è chi ordina la classica pizza, chi il ramen, chi i panini con l’hamburger, chi il wok e chi addirittura il gelato.

Parallelamente a questo fenomeno (e a riprova del fatto che oggi il settore alimentare si sviluppa perlopiù sulla rete) è possibile notare come anche la scelta dei prodotti da acquistare per la propria spesa avvenga sempre di più online, andando dalla consultazione di volantini dei supermercati, proposti da marchi come Aldi, fino alla spesa a domicilio.

Chi sono i rider che portano il cibo a domicilio

Sfrecciano in bici a ogni ora del giorno o della notte, imbacuccati d’inverno e accaldati in estate, con i loro bauletti con logo che profumano di cibo a domicilio.

Sono i cosiddetti “rider”, un vero e proprio esercito che ha oramai invaso Roma.

Chi sono? Sono soprattutto ragazzi stranieri  a caccia di un lavoretto, anche se spesso diventa un vero e proprio impiego fisso, dato che in media li occupa per circa 50 ore a settimana. Si parla di persone molto giovani, la maggior parte compresa fra i 18 e i 30 anni, con un tasso di scolarizzazione molto basso.

Sono loro che rendono possibile il funzionamento di questo sistema, anche se non amano parlarne.

Verso le Dark Kitchen: quando arriveranno a Roma?

Le dark kitchen sono l’evoluzione “gourmet” del food delivery: si tratta di vere e proprie cucine, con uno staff e uno chef di qualità, ma senza un ristorante a fare da contorno. Perché qui si preparano solamente i piatti da consegnare a domicilio, anche se la firma del cuoco è spesso nota e quei piatti profumano di alta cucina lontano un miglio.

Attualmente le dark kitchen in Italia si trovano soprattutto a Milano, anche se ormai è giunto il momento di farle arrivare anche a Roma.


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