Giorno della Memoria, Gualtieri: “Roma non vuole e non può dimenticare”

Ripudiata qualsiasi forma di violenza

Il 27 gennaio 1945 segnò profondamente la Storia: i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz furono abbattuti, svelando al mondo l’orrore della Shoah e le sue atrocità indicibili. In quel luogo e in altri campi di concentramento e sterminio, milioni di vite furono spezzate, e si consumò l’inaudito e criminale progetto di genocidio del popolo ebraico e dei deportati nei campi perpetrato dal nazifascismoha dichiarato il Sindaco Roberto Gualtieri.

Roma stessa fu profondamente offesa da quell’orrore, con il vigliacco rastrellamento degli ebrei che strappò alla nostra città 1.023 persone, deportate direttamente al campo di sterminio di Auschwitz: soltanto 16 di loro sopravvissero. Un’infamia che non possiamo dimenticare; – ha sottolineato ancora –  al contrario, è nostro dovere mantenere viva la memoria di quei tempi bui, diffondere la conoscenza delle atrocità che hanno devastato vite innocenti per evitare che l’orrore possa ritornare, anche sotto altre forme. Roma, con la sua storia segnata dalla guerra e dal nazifascismo, non vuole e non può dimenticare e ripudia qualsiasi forma di violenza, sopraffazione e antisemitismo. La nostra città coltiva la memoria soprattutto rivolgendosi ai più giovani e per questo è stato particolarmente emozionante per me, a ottobre scorso, visitare i campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau insieme a 200 ragazze e ragazzi delle scuole superiori, accompagnati da Sami Modiano e Tatiana Bucci che, con le loro testimonianze hanno seminato pace, solidarietà, speranza“.

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