Giovane bielorusso pestato da un branco razzista ad Ostia

Secondo episodio di violenza in pochi giorni ad Ostia, ferito anche il fratello minore.
di Milena Mariano - 3 Novembre 2009

A poco più di una settimana dalla violenta aggressione omofoba ad Ostia ai danni di un giornalista trentenne scambiato per gay e reo solo di vestire “alla moda”, un nuovo episodio di violenza scuote gli animi degli abitanti del litorale romano. Vittima di violenza questa volta è un diciottenne di origine bielorussa, adottato da una famiglia di rispettabili cittadini italiani.

E’ accaduto intorno alla mezzanotte a piazza dei Ravennati, dove il diciottenne stava trascorrendo la serata insieme al fratello minore e a due ragazze, allontanatesi poco prima che succedesse il tutto. In pochi minuti gli otto componenti di una banda di ragazzi, su una panchina vicina a quella dove sedeva il bielorusso, prende di mira i due fratelli. In due si avvicinano e uno di loro, di corporatura robusta e con piercing sul labbro, offende il minore dei due, provocandolo.

Al grido di “Lascia stare mio fratello”, del diciottenne, il provocatore urla “Vabbè, mo è tu fratello: ma se tu sei uno sporco polacco”. Dopo pochi istanti di tensione, altri due-tre ragazzi amici del branco si avvicinano, ricominciano le minacce e gli insulti fino a che il polacco non viene vigliaccamente colpito alle spalle. Alcuni frammenti di vetro a terra testimoniano che qualcuno gli ha spaccato la testa con un corpo di vetro, probabilmente una bottiglia di birra, ed giovane perde i sensi. Si risveglia all’arrivo di un’ambulanza: i componenti della band lo hanno pestato selvaggiamente causandogli trauma cranico, frattura delle ossa nasali, e lesioni a labbra e zona occipitale. Il referto medico dell’ospedale “Grassi” di Ostia indica trenta giorni di prognosi. Anche il fratello minore sarà ferito dalla furia violenta del branco, riportando una prognosi di cinque giorni.

Le forze dell’ordine indagano sulla banda autrice delle violenze. Due diciassettenni, infatti, sono stati identificati e denunciati nelle ultime ore. L’accusa per loro è quella di favoreggiamento: hanno visto chi ha sferrato i colpi ma non escono fuori i nomi dei “picchiatori”.

“In questa vicenda – contesta l’avvocato Luciano Randazzo che cura gli interessi della famiglia dei due ragazzi vittime delle brutatli violenze – sono ben evidenti le aggravanti di una discriminazione di natura etnica oltre che i futili motivi scatenanti la violenza”. Ed infatti si sospetta che gli aggressori siano a conoscenza della storia personale della loro vittima.

Due episodi di violenza razziale e omofobia vicini nel tempo e nelle modalità: c’è da preoccuparsi. 


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