Gli Incontri letterari di novembre 2019

A cura della Prof.ssa Loredana Mambella presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano
Redazione - 1 Novembre 2019

Presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano martire (ingresso Via delle Cave di Pietralata, 63) nel IV Municipio, ecco il calendario degli Incontri letterari a cura della Prof.ssa Loredana Mambella.

Esopo in una stampa del 1493

Giovedì 7 ore 17.00.  La favolistica greca e latina. Esopo e Fedro

Giovedì 14 ore 17.00 Corso di Filosofia. Pitagora e la Scuola dei pitagorici.

Giovedì 21 ore 17.00 Corso di Storia locale e territoriale. La grande bellezza delle
periferie romane.IV Municipio.TIBURTINO

Giovedì 28 ore 17.00 Dante Paradiso. Analisi e commento Canto XIX


Commenti

  Commenti: 1

  1. Vittorio Santarsiere


    31 OTTOBRE 2019 – ORE 17 – Lezione avente per oggetto il Canto XVIII della Divina Commedia dell’Alighieri. Alla Biblioteca San Romano Martire Roma, ingresso via Cave di Pietralata 63, benevolmente resa disponibile, sono convenuti, gli Accademici della via Tiburtina, Gruppo di studi spontaneo (art. 9 Cost.): “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della Nazione”. Ha principiato la colta Maestra Milone, che, nella imminenza della Commemorazione dei defunti, ha recitato “A livella” di Totò. Personalmente ho apprezzato il componimento e la recita, data in prossimità dell’accorata ricorrenza. L’ottima dantista, Professoressa Loredana Mambella ha, quindi, dato lettura integrale del Canto, passando, di poi, all’analisi ed al commento delle belle pagine. Siamo ancora al quinto cielo (Marte), alle anime che combatterono per la fede, interlocutori di nuovo Beatrice e Cacciaguida, il quale nomina otto anime di uomini famosi lì presenti. Beatrice, volgendosi al Poeta, sfavilla di luce a segnale di essere giunti in altro cielo, più vicino a Dio. E’ quello di Giove, ove allogano le anime di quei che amavano la giustizia. Codeste si dispongono sì da formare con la loro luce una scritta che invita quelli sulla terra a propendere per la giustizia. Nella figurazione disegnano un’aquila, che rimembra l’Impero, Il Poeta prega Dio di castigare gli uomini, che rendono vano l’influsso benevolo verso la giustizia, egli stesso fu inviato in esilio per una pronunzia ingiusta.
    Dante presenta otto anime, che conosce: Giosuè (non Aronne), che successe a Mosè nel guidare il popolo ebreo alla terra promessa; Maccabeo, liberò gli ebrei da Epifane di Siria; Carlo Magno, imperatore dei Franchi restauratore dell’impero, vincitore dei Longobardi e Saraceni, minaccianti la cristianità; Orlando, paladino di Carlo in difesa dei cristiani; Guglielmo, Duca d’Orange, difensore della cristianità; Renoardo, gigante saraceno, che combatté per la fede; Gottifredi, è Goffredo da Buglione, duce della I Crociata; Roberto Guiscardo, duca di Puglia e Calabria, figlio di Tangredi d’Altavilla, combatté contro i Saraceni di Sicilia.
    A seguire il Poeta perviene a vasta descrizione delle scene allestite dalle anime con i loro spostamenti. Suggestivo fu il motto DILIGITE IUSTITIAM, QUI IUDICATIS TERRAM ed, ancora, “Quei che dipinge lì non ha chi “l guidi; esso guida e da lui si rammenta” la virtù che sostanzia di sé tutti gli esseri che nascono. Invoca, poi, la milizia del cielo di pregare per coloro in terra sviati dal cattivo esempio. La guerra si faceva con le armi ora togliendo il pane che il Padre a nessuno chiude. Un Papa, Giovanni XXII elargiva scomuniche, persino Cangrande della Scala, benefattore dell’Alighieri, si ritenne grave ingiustizia, non da meno Bonifacio VIII. Segue un riferimento a Giovanni, il Battista, vissuto nella solitudine del deserto, martire per premiare la figlia di Erode, Erodiade, delle sue danze.

Commenti