

Dalla parentopoli delle municipalizzate, fino alla cariche illustri lasciate agli 'amici' del sindaco Gianni Alemanno
Ecco un giro (in aggiornamento) di nomi per le cariche importanti nella capitale. Venuta alla luce “parentopoli”, giorno dopo giorno escono fuori i numeri e i nomi degli uomini, fedeli al sindaco Gianno Alemanno, collocati dal 2008 ad oggi.
Iniziamo da Franco Panzironi e Riccardo Mancini: rispettivamente amministratore delegato dell’AMA e dell’Eur Spa. Proprio la prima, l’AMA, è nell’occhio del ciclone in questi giorni per il giro di assunzioni di fiducia da parte del primo cittadino della capitale.
Uno dei nomi più discussi negli ultimi anni è stato quello di Stefano Andrini. Nominato amministratore delegato dei servizi ambientali dell’Ama nel 2009, dopo pochi mesi dovette dare le dimissioni a causa del suo passato “chiacchierato” e di amicizie discusse. Proprio Andrini, molto vicino ad un altro uomo dell’estrema destra romana, Gennaro Mokbel, nel 1989 ricevette una condanna per «concorso morale in lesioni» per l’aggressione, a colpi di spranghe, di due giovani a piazza Capranica. Per un po’ di anni Andrini andò via dall’Italia, ma nel ’93 si avvicinò al neonazista “Movimento Politico Occidentale” di Maurizio Boccacci, divenendo successivamente pupillo di Stefano Delle Chiaie (fondatore assieme a Pino Rauti di “Ordine Nuovo”).
La sua entrata alla municipalizzata romana lo portò in pochi mesi a diventare l’amministratore delegato dell’AMA Servizi, sotto la ‘protezione’ di Franco Panzironi.
Le dimissioni di Andrini arrivarono, in un secondo momento, quando il suo nome entrò nella maxi inchiesta riciclaggio con l’amico Mokbel (senza tuttavia ricevere alcun avviso di garanzia).
Proprio quest’ultimo, Gennaro Mokbel, da molti indicato come compagno fraterno di Andrini, rappresenta il fulcro dell’estrema destra capitolina: vicino agli imprenditori di calibro, ma allo stesso tempo nell’occhio del ciclone e da sempre a contatto con gli uomini della criminalità organizzata (nel 1992 la polizia di Roma fermò Antonio D’Inzillo, ex banda della Magliana, nonché uno dei killer di Renato De Pedis, che stava uscendo dall’appartamento di Mokbel).
Altro salto lo realizza alla fine del 2008 Mirko Giannotta. Da operaio AMA, figlio di Carlo Giannotta, storico presidente della sezione dell’ex Movimento Sociale di Acca Larenzia, viene spostato all’Ufficio Decoro Urbano (in sostituzione di Massimo Miglio), a fronte di una indennità di 16mila euro per sei mesi, nonostante nel 2005 ricevette una condanna in rito abbreviato ad un anno e otto mesi, per rapine a banche e gioiellerie, insieme al fratello Fabio (quest’ultimo arrestato anche per la tentata rapina da Bulgari in via Condotti con un carro attrezzi).
Dall’AMA alla Eur Spa il salto è però più semplice di quel che sembra. Proprio nel quartiere di Roma Sud sta nascendo il fronte pro Gran Premio, guidato, ovviamente, dall’AD Riccardo Mancini. Già vicino al Sindaco, al punto di essere il finanziatore della campagna elettorale del 2006, nonché tesoriere di quella del 2008, viene così messo a capo di quella società controllata da Campidoglio e Ministero Dell’Economia, in quella zona di Roma che lui conosce bene, dai tempi degli incontri con i ragazzi di Terza Posizione (il gruppo di Giusva Fioravanti). Proprio l’amicizia di Mancini e Panzironi ha portato casualmente il primo ad assumere il figlio dell’AD dell’AMA, Dario Panzironi, a tempo indeterminato.
Ma Mancini è uomo celebre nella piazza romana, ed anche qui tra gli amici di lungo corso compaiono: Massimo Carminati, uno dei padri fondatori dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari), anche lui tra i nomi della Banda Della Magliana (il “Nero” del noto romanzo) e Giuseppe Dimitri (detto Peppe, deceduto nel 2006), nonché consigliere politico di Gianni Alemanno ai tempi del Ministero alle Politiche Agricole e uno dei fondatori di «Terza Posizione» insieme a Roberto Fiore.
E il risultato di questo lavoro? Il Gran Premio di Formula 1. A questo stanno da tempo lavorando Alemanno e Mancini. Attornoc’è un giro di affari da oltre un miliardo di euro. E così, sotto silenzio, ci troviamo davanti ad un progetto di 500 pagine, in cui figurano 50 eventi collaterali che vedrebbero la luce in quelle settimane, tutti sotto l’egida della privata “Roma Formula Futuro”, con una minacciata colata di cemento da 25 mila metri cubi (10 mila residenziali, 5 mila turistico ricettivo, 10 mila non residenziale, ergo commerciale) e la realizzazione di due complessi immobiliari (Porta dei Pini e Porta delle Tre Fontane).
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.