Idi, Vannini (Pdl): Si pensi soprattutto al futuro dell’ospedale e dei lavoratori

Sono ormai tre mesi che gli oltre 1500 lavoratori del Gruppo ospedaliero gestito dalla Congregazione dei Figli dell`Immacolata Concezione non percepiscono lo stipendio
Enzo Luciani - 20 Novembre 2012

“Questa mattina, 19 novembre 2012, ho avuto modo di incontrare nuovamente la direzione dell’Idi e del San Carlo di Nancy e i lavoratori in protesta – spiega il consigliere comunale, Alessandro Vannini – purtroppo la drammatica situazione in cui versa il Gruppo ospedaliero gestito dalla Congregazione dei Figli dell`Immacolata Concezione sta degenerando di giorno in giorno. Sono ormai tre mesi, infatti, che gli oltre 1500 lavoratori non percepiscono lo stipendio: con il passare del tempo diventa sempre più difficile per le famiglie coinvolte rialzarsi dalla crisi”.

Da giorni infatti una parte del personale è in protesta sul tetto dell’Idi, in via Monti di Creta. Ma dall’amministrazione non arrivano notizie né rassicurazioni.
Continua il consigliere: “Purtroppo si fanno sempre più insistenti le voci che parlano di una vendita di parte del Gruppo, senza fornire garanzie ai lavoratori sulle modalità di cessione. Nonostante la grande attenzione posta sia dal Prefetto che del Commissario Bondi, al momento la struttura vive in un’impasse molto pericolosa: la protesta del personale, assolutamente legittima e sacrosanta, sta infatti allentando l’erogazione dei servizi. Una conseguenza dell’agitazione in corso che però, di fatto, comporterebbe una minore entrata di fondi. E’ necessario quindi che le attività vadano avanti per dimostrare che l’Idi e il San Carlo di Nancy sono vivi e produttivi, per salvaguardare i lavoratori e il futuro della struttura stessa”.

Conclude Vannini: “A questo punto chiedo che la Regione Lazio intervenga per accelerare le procedure e sbloccare lo stallo in cui l’Idi versa da mesi. Ma al contempo rifiuto ogni forma di strumentalizzazione politica come quella messa in campo dal capogruppo Pd, Esterino Montino, che cerca impropriamente di addossare sulla Giunta regionale dimissionaria tutte le responsabilità della crisi finanziaria del Gruppo sanitario. Siamo infatti di fronte ad una situazione drammatica per migliaia di famiglie, decisamente ben più complessa e delicata delle scaramucce tra maggioranza e opposizione”. 

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