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Il calcio e le sue bestie -Calendari, “escort” e politica – Silvio di notte – Quell'”Avvenire” papale papale – Critiche e offese

I Fatti e i Misfatti di dicembre 2010 (X) di Mario Relandini

Il calcio e le sue bestie

"I tifosi della Juventus – hanno riportato le cronache sportive – non hanno digerito il pareggio con il Manchester City e, durante tutta la partita, hanno insultato a morte Mario Balotelli".

Ma – come hanno sempre riportato le cronache sportive – Mario Balotelli non era né in campo né in panchina con il Manchester City. Lo hanno insultato, insomma, anche se assente. E, dunque, ancor più gratuitamente, indecentemente, razzisticamente. Ma di che cosa meravigliarsi? Quando uno è bestia è bestia. E nelle curve calcistiche, non solo in quelle della Juventus, le bestie sono sempre più numerose.

Calendari, "escort" e politica

"Il vero scandalo – si è indignata la "show girl" Belén Rodriguez – sono le donne che dai calendari passano a fare la politica".

Allora, per lei, molto meglio le donne che dai calendari passano a fare le "escort"?

Silvio di notte
"Ho trascorso la notte del "dopofiducia" – ha tenuto a far sapere il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi – a fare incontri su incontri".

Eccezionale. Ma una notte di incontri con chi?

Quell’ "Avvenire" papale papale

"L’Italia non ha bisogno – ha scritto "Avvenire", quotidiano dei vescovi italiani, a proposito del neonato polo Casini-Fini-Rutelli – di un terzo pasticcio".

Scritto testuale? Scritto testuale. Anzi, per essere più chiari, papale papale.

Critiche e offese

"I danni provocati alla città e la gravità degli scontri – ha commentato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la decisione dei giudici di rimettere in libertà i giovani fermati durante il pomeriggio di guerriglia di martedi 15 – avrebbero richiesto ben altra fermezza nel giudizio della Magistratura".

Il Presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, gli ha subito replicato che "le critiche ai provvedimenti sono legittime, ma legittimi non sono gli insulti ai giudici". Giusto: i giudici, così come ogni altro cittadino, non possono e non devono essere insultati. Ma – senza voler prendere le parti di alcuno – il commento del sindaco della città messa a ferro e fuoco è stato tale da contenere non critiche, ma insulti? Se per il Presidente dell’Associazione nazionale magistrati sì, beh, allora gli sarebbe venuta l’itterizia, ove si fosse fermato a sentire – il giorno stesso e il giorno dopo gli scontri – i "commenti" dei romani offesi addirittura due volte: come cittadini gelosi delle loro Istituzioni e come cittadini gravemente danneggiati, in moltissimi casi, anche materialmente.

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