

I Fatti e i Misfatti di gennaio 2011 (II) di Mario Relandini
Il "Milan" a sostegno del Governo
"Ogni vittoria del "Milan" – così Silvio Berlusconi durante un incontro con i calciatori "rossoneri" – rafforza il Governo".
Il "Milan", che ha vinto l’incontro di calcio odierno con il Cagliari, domenica incontrerà l’Udinese. Se dovesse vincere ancora, dunque, il Governo di Silvio Berlusconi dovrebbe affrontare con meno patemi i duri scontri che l’attendono in Parlamento nei prossimi giorni. Alla faccia dell’opposizione. Di Pierluigi Bersani con il suo "Bologna" a rischio retrocessione e di Tonino Di Pietro con i suoi dilettanti – se li ha – del "Montenero di Bisaccia".
Paolo Romani Lapalisse
"Gli attuali costi della Rc auto in Italia – ha esternato il Ministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani – sono assolutamente inammissibili".
Non c’ è dubbio. Ma non è questa lapalissiana esternazione che gli automobilisti italiani stavano aspettando. Gli automobilisti italiani stavano aspettando, invece, questa altrettanto lapalissiana esternazione: visto che gli attuali costi della Rc auto in Italia sono assolutamente inammissibili, ecco come intendo risolvere questa stortura. E giù, a seguire, l’annuncio di iniziative urgenti e concrete. Ma – come si sa – esternare è sempre più facile che operare. E, oltretutto, non costa niente. Sicuramente meno, in ogni caso, di una polizza Rc auto italiana.
Spaccatura Oltretevere
"La sterzata dell’amministratore delegato della "Fiat", Sergio Marchionne – ha scritto "Avvenire", quotidiano della Conferenza episcopale – può rimettere in carreggiata il Paese". "Il potere – ha invece scritto "Famiglia cristiana", organo dei "Paolini" – va sempre più a chi ce l’ha già".
Dopo la clamorosa spaccatura laica nel centrodestra parlamentare italiano, dunque, ecco un’altrettanto clamorosa spaccatura ecclesiale nel pur rigido universo vaticano.
Vauro tra pianto e risa
"No – ha confessato il vignettista Vauro – io quell’appello per la liberazione di Cesare Battisti non l’ho mai firmato: l’ha firmato, con il mio nome, un amico e non ho poi ritirato la firma per rispetto a lui".
Con questa confessione, però, Vauro non sembra essersi accorto di avere peggiorato la situazione perché ha fatto uscire fuori che lui non ha ritirato la sua firma per rispetto dell’amico, infischiandosene di ritirarla per rispetto delle vittime del terrorista pluriomocida. Oppure Vauro, in attesa di corredarla con le relative immagini, ha intanto voluto confezionare – con quella sua confessione – la "battuta" per un sua risibilissima vignetta.
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