

Nella Sala delle Bandiere, Veloccia e il suo staff esamineranno le 73 proposte progettuali presentate da cooperative edilizie, imprese e grandi costruttori, titolari di diritti edificatori non ancora ricollocati
La data è segnata sul calendario: martedì 19 marzo sarà un giorno chiave per il destino urbanistico della Capitale.
In Campidoglio, l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia, incontrerà tutti i minisindaci per fare chiarezza sul controverso tema delle compensazioni urbanistiche. Un dossier scottante che sta già accendendo il dibattito politico e sollevando l’allarme tra i cittadini.
Nella cornice della Sala delle Bandiere, Veloccia e il suo team esamineranno le 73 proposte progettuali inviate da cooperative edilizie, imprese e grandi costruttori.
Si tratta di aziende che, in base al Piano Regolatore Generale del 2008, vantano diritti edificatori mai realizzati, a causa di vincoli imposti dal Comune su diverse aree sensibili della città.
Zone come Tor Marancia, Tenuta dell’Acquafredda, Casale Montarelli e Casale Giudeo sono state sottratte alla speculazione edilizia, ma le cubature previste non sono scomparse: ora il Comune deve trovare nuove aree dove consentire la costruzione. Ed è proprio su questo punto che si concentrano tensioni e polemiche.
Al centro delle preoccupazioni c’è il IX Municipio, il territorio che rischia di essere maggiormente colpito dal trasferimento delle volumetrie. Qui il clima politico è teso.
Il 12 marzo, la commissione Urbanistica avrebbe dovuto votare una risoluzione condivisa da maggioranza e opposizione, per esprimere una posizione critica sulle compensazioni.
Ma, su richiesta del Partito Democratico e della presidente del municipio Titti Di Salvo, il voto è stato rinviato al 26 marzo, a valle del vertice con Veloccia.
Una mossa che evidenzia la volontà di attendere indicazioni chiare dal Campidoglio prima di prendere una posizione ufficiale.
A conferma della delicatezza del tema, nei giorni scorsi il capo di gabinetto del sindaco Gualtieri, Albino Ruberti, ha convocato un incontro riservato con l’intera maggioranza di centrosinistra.
L’obiettivo è evitare fratture interne su un tema che tocca da vicino il futuro della città e che rischia di dividere l’alleanza di governo.
La sfida è complessa: giustificare l’arrivo di nuove edificazioni in quartieri già in difficoltà per la mancanza di infrastrutture adeguate e i rischi ambientali, come quelli legati alla vicinanza al Tevere.
Mentre le istituzioni discutono, la protesta dei cittadini si fa sempre più forte. Una raccolta firme lanciata su Change.org dall’Osservatorio su Casal Grottoni sta raccogliendo adesioni e chiedendo a gran voce modifiche sostanziali. Tra le richieste:
Sospensione immediata delle compensazioni fino all’approvazione di una legge nazionale sul consumo di suolo.
Revisione del Piano delle Certezze, il documento che regola le compensazioni nella Capitale.
Stop a nuove costruzioni in aree senza collegamenti ferroviari, a rischio idrogeologico o sottoposte a vincoli ambientali.
Un appello chiaro e diretto, che mira a fermare quella che molti temono possa diventare una nuova ondata di cemento in città.
Il vertice del 19 marzo sarà cruciale per delineare la strategia del Campidoglio sulle compensazioni urbanistiche.
Da una parte, l’esigenza di chiudere una vicenda che si trascina da oltre un decennio; dall’altra, la necessità di rispondere alle preoccupazioni di cittadini e amministratori locali, preoccupati per il rischio di un’ulteriore cementificazione di Roma.
La questione è aperta: il Comune riuscirà a trovare un equilibrio tra lo sviluppo edilizio e la tutela del territorio? Le risposte, forse, arriveranno a partire dal 19 marzo, in un confronto che si preannuncia carico di tensioni e dal quale dipenderanno le sorti di molte zone della Capitale.
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Questi costruttori ,( anche Cooperative) possedevano pregiate aree fabbricabili (da Piano Regolatore). Giele abbiamo prese per farci dei bei Parchi per andarci a correre e fare PicNic. Adesso che volemo fa’? Siamo onesti…